Coldiretti, danni al 65% dei ciliegi veronesi

Le coltivazioni di frutta veronese sono state duramente compromesse dalle gelate con danni stimati in oltre 160 milioni di euro per le colture come pesche, albicocche, ciliegie, mele, pere e kiwi e altre frutticole.

La ciliegia veronese fa i conti con il maltempo. Le gelate di aprile hanno compromesso le colture di pianura ma anche una parte di quelle collinari. Coldiretti Verona, che ha eseguito nei giorni scorsi con i propri tecnici i rilievi con Avepa, Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura, prevede per tale coltura danni intorno al 65% pari a oltre 16milioni di euro. La produzione scaligera rappresenta oltre il 70% di quella totale veneta ed è coltivata su circa 1.350 ettari.

Le coltivazioni di frutta veronese – sottolinea la Coldiretti scaligera – sono state duramente compromesse dalle gelate con danni stimati in oltre 160 milioni di euro per le colture come pesche, albicocche, ciliegie, mele, pere e kiwi e altre frutticole. La Coldiretti chiede interventi urgenti di sostegno alle imprese agricole che hanno perso un intero anno di lavoro ma chiede anche di rafforzare i controlli alle importazioni per evitare che prodotti stranieri diventino magicamente italiani. È inoltre necessario sostenere il consumo di frutta italiana facendo attenzione alle etichette di origine obbligatorie per legge.

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I ciliegi scaligeri oltre a subire i cambiamenti climatici sono da anni attaccati dalla Drosphila suzukii, il moscerino killer che ha già causato ingenti danni alle colture.

Dal 2020 Coldiretti Verona ha avviato un progetto di monitoraggio in 15 siti delle colline veronesi caratterizzati da diversa altimetria e dalla presenza di cultivar a maturazione precoce, media e tardiva, sui principali fitofagi (es. Drosphila suzukii) e malattie fungine per studiare lo stato di salute dei ciliegi. Tale attività è realizzata in collaborazione con l’Università di Verona dipartimento di biotecnologie agrarie, Aipo – Associazione interregionale produttori olivicoli di Verona, Consorzio Agrario del Nord est, Centro Studi Agrea e altri. Correlato al progetto viene pubblicato settimanalmente il “Notiziario ciliegio – Colline veronesi” che dall’anno scorso va ad aggiungersi al bollettino della Val d’Alpone.

Il bollettino illustra la situazione meteo della settimana con indicazioni sulle previsioni di quella successiva, la fase fenologica delle varietà delle ciliegie e le previsioni di produzione. A seguire, una serie di suggerimenti per la difesa fitosanitaria con informazioni sullo stato della Drosophila suzukii.

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Le pubblicazioni si possono leggere ogni mercoledì sul sito di Aipo (www.aipoverona.it) oppure attraverso l’applicazione “Aipoverona” per i dispositivi Android e IOS scaricabile gratuitamente fino a metà luglio, oltre che sulla pagina Facebook “Coldiretti Verona”. Ogni settimana è pubblicato anche un video divulgativo di aggiornamento.

«Il ciliegio nella provincia veronese è sempre stato una pianta di completamento delle aziende agricole, anche se negli ultimi anni si va sempre più verso un ciliegeto specializzato con copertura di teli diretti per proteggere le colture dagli insetti», commenta Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona che aggiunge «il nostro progetto ha l’obiettivo di supportare, anche con corsi di formazione, gli agricoltori veronesi con indicazioni e suggerimenti agronomici e fitosanitari utili alla coltivazione del ciliegio. La cerasicoltura veronese, oltre alla produzione di ciliegie di elevata qualità, contribuisce alla conservazione del territorio collinare e rappresenta un valore aggiunto per la vocazione turistica locale».

L’Italia – precisa la Coldiretti – è il principale produttore dell’Unione Europea con quasi 30mila ettari coltivati situati per il 62% in Puglia, seguita da Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio. Nel 2020 il nostro Paese – rileva la Coldiretti – ha importato oltre 14 milioni di chili di ciliegie di cui oltre la metà dalla Grecia e il resto dalla Spagna e dalla Turchia e per questo il consiglio della Coldiretti per essere certi di acquistare prodotto italiano occorre verificare l’etichetta nei cartellini o sugli scaffali deve essere obbligatoriamente indicata l’origine.

Le ciliegie – continua la Coldiretti – grazie al loro sapore dolce e intenso, ottengono grande successo sia da parte degli adulti che dei bambini ma possiedono anche proprietà benefiche per l’organismo prima fra tutte quella antinvecchiamento poiché contengono moltissimi flavonoidi (polifenoli), sostanze antiossidanti che contrastano i radicali liberi, rallentano il processo di invecchiamento cellulare. I flavonoidi presenti, specialmente gli antociani, le rendono peraltro un ottimo rimedio antidolorifico, con effetto simile a quella dell’aspirina, ma senza gli effetti collaterali di questa.

Le ciliegie sono uno dei frutti con meno calorie – aggiunge Coldiretti – e contengono vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B. Sono inoltre una fonte da non sottovalutare di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo. Presentano, inoltre, oligoelementi importanti, con particolare riferimento a rame, zinco, manganese e cobalto. Le ciliegie contengono infine melatonina, un ormone che favorisce il sonno in condizioni quanto più fisiologiche possibili. Studi avviati nell’ambito dell’Università del Texas Health Sciences Center a San Antonio attestano che il consumo di questi frutti – conclude la Coldiretti – aiuta infatti a contrastare attivamente l’Insonnia.

Anche Cia Verona ha inviato una nota in merito ai danni causati dal freddo alle ciliegie, sottolineando come ora la preoccupazione sia per la possibilità di piogge eccessive: « Oltre alle perdite consistenti causate dall’ondata di freddo di inizio aprile, c’è il rischio infatti che un eccesso di piogge possa portare alla spaccatura dei frutti, nota come cracking».

«A una decina di giorni dal via alla raccolta delle ciliegie, i nostri frutticoltori sono molto preoccupati a causa di un meteo che quest’anno non sta dando tregua – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona -. Le gelate del 7-8 aprile scorso hanno causato danni gravissimi alle piantagioni in pianura e fondo valle, dove la produzione, in alcuni casi, è stata compromessa fino al 100 per cento. E neppure le reti antibrina e antigrandine sono riuscite a salvare i frutti. Danni più contenuti, ma pur sempre rilevanti, nelle zone collinari, con un andamento a macchia di leopardo. Adesso incombe il rischio che, sulla produzione residua, si accaniscano le piogge. Incrociamo le dita, perché la spaccatura dei frutti porterebbe a renderli invendibili. Sarebbe un peccato perché, con un clima favorevole, si potrebbe ottenere una buona qualità tale da avere un buon impatto sulla domanda del mercato, superando anche i problemi della concorrenza spagnola. Nella penisola iberica, infatti, gli agricoltori non sempre rispettano i tempi di maturazione delle ciliegie, con il risultato di un abbassamento qualitativo».

Arrivano anche le parole di Confagricoltura Verona, che mette in evidenza come la raccolta, prevista fra una decina di giorni, di quest’anno sarà sicuramente contenuta, proprio a causa delle gelate d’aprile e del maltempo. «Non sarà certamente un’annata da ricordare. Le gelate del 7 e 8 aprile hanno causato infatti danni consistenti alla produzione, soprattutto nelle zone di pianura e della media-bassa collina. E ora si guarda con preoccupazione alle piogge dei prossimi giorni, che potrebbero causare danni ulteriori».

«La raccolta delle ciliegie in provincia di Verona quest’anno sarà di entità contenuta – sottolinea Francesca Aldegheri, referente di giunta per il settore frutta di Confagricoltura Verona -. Nelle zone di pianura senza impianti antibrina le perdite sono dal 90 al 100 per cento. Non c’è una ciliegia sull’albero. Con gli impianti antibrina accesi i danni sono stati più contenuti: non ci sarà una piena produzione, ma un 70-80 per cento si è salvato. In collina medio bassa ci sono stati pure danni elevati in assenza di impianti, mentre in collina medio alta le temperature non sono andate sottozero come in pianura e la stagione era in fase meno avanzata di maturazione. Quindi buona parte della produzione si è salvata. I conti, comunque, li faremo in fase di raccolta, che inizierà intorno al 20 maggio, un po’ in ritardo rispetto alle stagioni precedenti perché in aprile le giornate erano molto fresche. Speriamo che il maltempo non rovini il poco che è rimasto. Prevedono acqua tutta la settimana e anche metà della prossima. Speriamo che non ci siano temporali incessanti e che le temperature non si abbassino, come accadde l’anno scorso. A inizio giugno furono i cerasicoltori della Val d’Alpone a subire i danni più consistenti delle piogge violente e persistenti, con perdite fino all’80 per cento dei frutti».

Secondo i dati di Veneto Agricoltura, in Veneto la superficie in produzione dei ciliegi è in calo e si attesta a 2.014 ettari (dato 2020), con un -3,9 per cento rispetto al 2019. Il 77 per cento dei ciliegeti si concentra in provincia di Verona, con 1.549 ettari (-4,4 per cento rispetto al 2019). Seguono le province di Vicenza (268 ettari) e Treviso (132 ettari). La produzione raccolta nel 2020 viene stimata in circa 12.200 tonnellate, con prezzi in ascesa rispetto all’anno precedente: il prezzo medio annuo, sulla piazza di Verona, è risultato pari a 3,10 euro al chilo.

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