Coldiretti, calo dell’80% delle presenze in agriturismi

La situazione è la stessa: vuote le stanze degli alloggi, ristorazione ridotta al minimo e qualche presenza negli agri-campeggi.

Alessandro Tebaldi presidente Agriturist Verona - agriturismi confagricoltura

Un calo delle presenze dell’80% in agriturismo per il ponte del 2 giugno che è la prima occasione per fare una scampagnata nel verde, anche se solo in regione, dopo che il lockdown da coronavirus ha fatto saltare i tradizionali appuntamenti del lunedì di Pasqua, del 25 aprile e del 1° maggio. È quanto stima la Coldiretti scaligera rispetto allo scorso anno sulla base delle prenotazioni indicate da Terranostra, la rete degli agriturismi di qualità promossa da Coldiretti, in occasione del ponte della Festa della Repubblica.

La situazione è la stessa: vuote le stanze degli alloggi, ristorazione ridotta al minimo e qualche presenza negli agri-campeggi. Per le strutture agrituristiche diffuse sul territorio veronese dal Lago di Garda alla montagna, dalle colline alla pianura, la ripresa procede con grande rilento nonostante i luoghi isolati, l’atmosfera familiare, gli spazi verdi e i numeri dei posti a sedere limitati diano una sicurezza maggiore a chi frequenta le strutture agrituristiche.

«L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy nella Fase 2 perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nella campagna per garantire il rispetto delle distanze – sostiene Stefano Chiavegato, presidente di Terranostra Verona – Ma senza una decisa svolta l’agriturismo rischia di pagare dazio in modo consistente nel corso del 2020. A pesare è il calo della domanda interna in attesa dell’apertura agli sconfinamenti tra regioni il 3 giugno ma anche il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano il 59% dei pernottamenti complessivi nelle campagne. Senza dimenticare le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno e lo stop alle attività di fattoria didattica in collaborazione con le scuole».