CNA Veneto: «Investimenti per il passaggio alla mobilità green»

CNA Veneto lancia un appello in merito agli investimenti sulla mobilità green: con l’avvento delle auto elettriche, infatti, cambiano le competenze e cambia anche il lavoro di assistenza nelle autofficine che devono investire, e soprattutto puntare, sulla formazione.

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La transizione tra mobilità tradizionale e mobilità green corre veloce. La svolta è iniziata una decina di anni fa, ma la crisi che investe anche il settore degli autoriparatori ha costretto ad una ulteriore accelerata. Con l’avvento delle auto elettriche cambiano le competenze e cambia anche il lavoro di assistenza nelle autofficine che devono investire, e soprattutto puntare, sulla Formazione.

Mirko Antonello, portavoce regionale Carrozzieri CNA Veneto

«La pandemia ha rallentato anche il nostro settore. Oltre alle perdite dello scorso anno, già in questi primi mesi dell’anno il fatturato è ulteriormente calato del 25-30%. I proprietari non fanno interventi sulle auto se non sono indispensabili e posticipano tutto, anche i tagliandi e le revisioni. Ad esempio nell’autunno 2020 in molti non hanno nemmeno fatto il cambio stagionale delle gomme. Il ragionamento è sempre lo stesso: “Ci spostiamo poco”. E così salta qualunque tipo di manutenzione. Ma proprio questi sono gli anni nei quali, grazie gli incentivi legati alla pandemia, la spinta verso la mobilità green è ancora più forte, e impone un cambio di mentalità e di modalità di lavoro. Le auto elettriche richiedono conoscenze diverse e più approfondite: cambia il concetto del motore azionato da energia elettrica: per esempio, niente filtri, olio e lubrificanti».

Prosegue: «Ecco che la formazione è la prima cosa: stiamo iniziando a riparare auto ibride e dobbiamo essere pronti per quando arrivano nelle nostre officine e carrozzerie. Le case costruttrici e alcune reti di riparatori stanno già facendo formazione per i dipendenti: sono stati attivati vari corsi online (modalità consentita in questo momento) della durata media di una settimana. E anche tra i nostri clienti si inizia a notare interesse per la mobilità green, soprattutto in merito alla autonomia di chilometraggio. La nostra sensazione è che il cambiamento andrà veloce, seppure rallentato dalla pandemia e dalle restrizioni che hanno fortemente impattato sull’utilizzo medio delle autovetture. Però contiamo molto sugli incentivi per risollevare il settore».

«Anche il nostro comparto sta facendo investimenti verso l’elettrico – conclude –. Le case automobilistiche già richiedono alcuni requisiti: colonnine di ricarica nel parcheggio clienti e in officina; ponte a due colonne senza traverso per avere lo spazio libero per togliere le batterie da sotto la vetture in riparazione. Un investimento totale di 10- 15mila euro. Chi vuole guardare al futuro deve fare questi investimenti. Ci vorrà sempre la figura del meccanico, ma sarà un meccanico diverso».

Massimo Fiorese, portavoce regionale Bus e CNN CNA Veneto

«La mobilità green è un cambiamento epocale e segna un importante cambio di passo. E bisogna essere pronti a farlo. Per la mia azienda ho acquistato recentemente un autobus urbano totalmente elettrico (riscaldamento e raffreddamento compresi), una lunghezza di 12 metri e una capienza di 87 posti che sarà attivo su strada il mese prossimo, ad aprile. Ha un’autonomia di 350 km, è  simile a un autobus a gasolio, con le stesse caratteristiche, ma la spesa d’acquisto è più impegnativa, (oltre 400mila euro a vettura, il doppio del costo medio di un autobus normale). Il vero vantaggio sta nei consumi, nella manutenzione e nel calcolo delle spese sul lungo periodo, considerando che la vita media di un autobus è di circa 15-20 anni e anche ipotizzando un cambio di batteria, alla lunga il risparmio con il mezzo elettrico è indubbio. Ma questo tipo di investimento può essere una scelta più conveniente per una azienda di dimensioni più grandi. Ora attendiamo gli incentivi che arriveranno per l’elettrico: si parla infatti di decontribuzione per le accise sul costo dell’energia sull’autotrazione penalizzando il costo del gasolio. Bisogna avere il coraggio dei cambiamenti per comprendere che questa è la scelta ecologica per le generazioni che verranno. Le batterie vengono recuperate al 100%: questo è il cambiamento».

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