Cioetto: «La tecnologia dev’essere al centro delle scelte produttive»

Claudio Cioetto, di Apindustria Confimi Legnago, è intervenuto ai nostri microfoni in occasione dello scorso appuntamento della XVI Settimana Veronese della Finanza per fare il punto sul futuro della digitalizzazione nelle imprese veronesi e italiane.

Claudio Cioetto
Claudio Cioetto

Claudio Cioetto, di Apindustria Confimi Legnago, si occupa di formazione da tempo, ha aperto le porte delle aziende associate ai giovani affinché tocchino con mano e da vicino la tecnologia e l’innovazione. È intervenuto ai microfoni dello scorso appuntamento della XVI Settimana Veronese della Finanza, tenutosi ieri sera, proprio a riguardo.

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Gli imprenditori, oggi, riescono a stare al passo con l’evoluzione digitale che va sempre più veloce e che è ormai necessaria?

La tecnologia e l’innovazione devono essere al centro di tutte le nostre scelte produttive. Chiaramente l’imprenditore non deve preoccuparsi solo di cosa produrre ma anche di come produrlo. Queste sono le armi vincenti per proseguire nella nostra attività. Il mercato ci impone un continuo e costante aggiornamento riguardo le nuove tecnologie e i nuovi processi produttivi. Secondo il mio punto di vista è l’unico modo per rispondere all’aggressività dei mercati emergenti, essendo perfettamente concorrenziali con i nostri prodotti. La crescita dell’economia è sempre legata all’innovazione tecnologica, e per essere vincente il nostro Paese dovrà sapersi accompagnare a un percorso di innovazione. Dal mio punto di vista sono molto fiducioso, in questo momento la manifattura sta reggendo piuttosto bene, salvo qualche settore merceologico, come il tessile, che non sta vivendo un momento felice. Si parla di una crescita sconosciuta fino agli anni ‘70 e ‘80. Dobbiamo saper sfruttare questa crescita, anche grazie alle risorse in arrivo dall’Europa. La formazione in questo campo è necessaria, sia per gli attuali collaboratori che per i futuri, quindi qui entra in campo la scuola e lo stato. La scuola dovrebbe essere un passo avanti rispetto alle imprese, tutte tendono però a essere un po’ più indietro, forse per mancanza di attrezzature, risorse e formazione dei docenti. Ci tengo a precisare che i docenti sono spesso preparati e capaci, sempre pronti a rinnovarsi ma purtroppo nella scuola non trovano i mezzi e gli appoggi necessari. Deve esserci un superamento del gap tecnologico tra scuola e imprese.

Qual è l’importanza degli ITS al giorno d’oggi, e quanto sono importanti le figure che escono da questi istituti nel mondo del lavoro?

Gli ITS formano figure specialistiche in vari settori delle nostre aziende, dal meccatronico e i rami che  ne derivano, alla logistica. In questi due nani in cui i ragazzi trascorrono metà del tempo a lezione e metà direttamente sul campo, escono con una preparazione adeguata. Speso l’azienda che li ospita nel periodo di ITS poi li assume. Tante aziende usano questo mezzo per selezionare il loro personale. Altro merito degli ITS è che spesso e volentieri gli utenti provengono dal liceo, sono studenti liceali che per tanti motivi non proseguono il percorso universitario ma trovano nell’ITS uno sbocco lavorativo che con un semplice diploma liceale faticherebbero a trovare.

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L’ultima volta che ci siamo sentiti tra i progetti di Apindustria vi era quello di aprire le porte delle aziende di a voi associate alle famiglie, ai giovani e agli insegnanti. La pandemia immagino ha rallentato questo progetto, ma è ancora valido?

La pandemia ha bloccato del tutto il progetto, ma in quest’ultimo mese stiamo iniziando a riparlarne sia nell’associazione e sia nelle scuole. Abbiamo intenzione di riprendere quest’iniziativa. C’è poca conoscenza della realtà delle aziende manifatturiere, considerandole un settore in cui si lavora solo con martello e scalpello ma non è così: è un settore altamente innovativo e tecnologico. 

I dati vengono usati anche nel manifatturiero: governeranno quindi le imprese del futuro, siano esse piccole o grandi?

Con il 4.0 si governano le macchine dallo smartphone, volendo: questo fa capire l’importanza dei dati. 

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