Cattolica, Valdegamberi: «Operazioni azzardate, destino già segnato»

Sul tema di Cattolica Assicurazioni e sulle conseguenze della vicenda, affrontata durante la 15esima Settimana Veronese della Finanza abbiamo rivolto qualche domanda al Consigliere regionale Stefano Valdegamberi.

Sulla vicenda di Cattolica Assicurazioni, nel corso della 15esima Settimana Veronese della Finanza, è intervenuto anche il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi: «Abbiamo visto negli ultimi venti-trent’anni la progressiva scomparsa della finanza dal Veneto, questo è un primo atto. Spesso diamo le colpe all’esterno ma io credo che abbiamo molta responsabilità anche interne da parte di Veneti: prima hanno creato problemi e poi si sono adagiati alle soluzioni che hanno dato soggetti esterni, lontani dai nostri territori».

«Il discorso vale anche per Cattolica: se Cattolica non avesse fatto una serie di errori, non ci sarebbe stato bisogno dell’aumento di capitale e di andare a bussare alla porta degli altri. Si poteva quantomeno mantenere una società con magari le debite ristrutturazioni ma sempre sotto il controllo veronese».

Prosegue Valdegamberi: «Io vedo inevitabilmente che, nonostante i proclami che fa ancora oggi il Presidente, c’è da liquidare una parte dei soci che vogliono uscire dalla società: serve liquidità e chi ce la mette avrà anche potere di controllo sulla società. Pensando di usare strumentalmente un soggetto come Generali, si finisce col diventare lo strumento di Generali, che assume il controllo dal punto di vista economico in tutto e per tutto. È un destino già segnato: se non avessimo fatto alcune operazioni azzardate – penso all’acquisto delle azioni della Popolare di Vicenza in ambito finanziario, ma anche in ambito immobiliare extra assicurativo – che portano svantaggi e generano perdite per l’azienda, avremmo avuto ben oltre i 300-400 milioni che sarebbero serviti per ricapitalizzare. Abbiamo creato il problema e poi abbiamo bussato alla porta di altri per cercare la soluzione, a meno che non sia stato fatto apposta con l’idea di arrivare a questo risultato anche se mi auguro di no».

«Venendo all’AGSM, avevo sollevato ancora in primavera il problema di un’operazione che appariva dall’inizio già preconfezionata e prestabilita, si sapeva già dove si doveva parare e anche in questo caso si portava il controllo dal punto di vista economico sotto A2A, perdendo la propria autonomia».

«L’operazione mi è parsa da subito poco chiara, tra l’altro non capivo quale fosse la convenienza, se era in termini di tariffe, di strategie per il futuro, per fare future gare e aggregazioni in ambito energetico. C’erano tanti fattori che mi sembravano poco chiari.

«La Lega è stata l’unica forza politica che ha trovato il coraggio di mettere il veto a questa operazione, che si è limitata alla fusione con Aim – Vicenza. Adesso dobbiamo accelerare e fare fronte comune, in modo tale che diventi anche sul panorama italiano ancora più forte».

Conclude il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi: «La prospettiva che vorrei delineare è quella di un’aggregazione intorno all’asse dell’Adige: dobbiamo passare dal concetto di “periferia dell’impero” a un motore all’interno del contesto energetico del nostro Paese. Ci sono realtà vicine – Alperia di Bolzano o Dolomiti Energia di Trento – con le quali a mio avviso si può dialogare e creare un’aggregazione lungo l’asse dell’Adige, che veda ancora una volta Verona protagonista».