Casa Cattolica, i soci inviano diffida al CdA

L’iniziativa segue l’esposto alla CONSOB del 29 agosto del Patto di Sindacato “Le Api” per chiedere maggiore trasparenza e tutela del mercato.

Cattolica Assicurazioni

I coordinatori di Casa Cattolica, la rete delle associazioni dei soci, delle istituzioni, dei rappresentanti della politica e delle imprese del territorio che si sono riunite sotto un unico “tetto” per esprimere la loro contrarietà alla svendita di Cattolica Assicurazioni a Generali Spa, proseguono le loro attività per la «salvaguardia e l’aumento del valore della compagnia». 

Casa Cattolica prende atto che il Giudice di Venezia, visto «la estrema necessità di Cattolica» ha ritenuto di non concedere la sospensiva alla delibera di Aumento di Capitale dello scorso 27 giugno ma di discutere la stessa nel merito nell’udienza fissata a dicembre.

«Questa decisione rafforza la convinzione dei soci appartenenti alla rete che Cattolica Assicurazioni sia percepita, anche per l’indagine giudiziaria in corso che coinvolge il Presidente e alcuni amministratori, molto debole sul mercato. – si legge nella nota di Casa Cattolica – Per questo i soci aderenti sono profondamente preoccupati che questa fragilità sia colta da competitors desiderosi di prede a basso prezzo, come una grande opportunità di acquisto a prezzi di saldo».

Per evitare questo, la rete delle associazioni dei soci ha proposto due azioni: il Patto di sindacato “Le Api” ha inviato nei giorni scorsi un esposto alla Consob evidenziando che gli effetti derivanti dall’esecuzione dell’aumento di capitale riservato a Generali sono paragonabili a quelli di un’OPA, invitando quindi l’ente di tutela dei risparmiatori ad assumere tutti i provvedimenti per la salvaguardia dei soci e del mercato. 

I coordinatori di Casa Cattolica e altri soci, in linea con l’ordinanza del Tribunale di Venezia, che ha ribadito che la società sarà cooperativa fino al 31/03/2021, hanno mandato una lettera ai vertici, (oltre che al Comitato di Controllo, all’Organismo di Vigilanza, al MISE, alla CONSOB e all’IVASS) diffidando il CDA di Cattolica di non favorire la sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte di Generali fintantoché la compagnia veronese sarà società cooperativa. Questo ai sensi dell’art. 2527 del codice civile, comma due, che vieta che divengano soci della cooperativa soggetti concorrenti che rischiano di comprometterne il valore.

Casa Cattolica ritiene che «l’ingresso di Generali nella cooperativa prima del 31 marzo 2021 sarebbe affetto da nullità, per violazione di una norma imperativa, con negativi effetti sul mercato, sulla cooperativa e sui soci». 

Oltre a queste azioni, Casa Cattolica si sta attivando per un evento accessibile mediaticamente a tutti, per illustrare ai soci, alla comunità finanziaria,  agli stakeholder e ai partners industriali, le condizioni per la convocazione urgente di un’assemblea ordinaria della Società con l’obiettivo di «dare un forte impulso alla compagnia e gestire al meglio la presente fase che ha generato un clima conflittuale, sia verso una pluralità di soci che verso gli organi giudiziari, che rischia di compromettere il futuro della società».