Casartigiani Verona, Prando: «Ripensare al futuro in modo serio e determinato»

In seguito all'annuncio di ieri del premier Draghi sulle riaperture al 26 aprile, il Segretario Regionale di Casartigiani Verona Andrea Prando ha commentato con qualche perplessità. «Non è ancora dato a sapere quali siamo le intenzioni del Governo rispetto al problema delle riforme».

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Andrea Prando

In seguito all’annuncio di ieri del premier Draghi sulle riaperture al 26 aprile, il Segretario Regionale di Casartigiani Verona Andrea Prando ha commentato con qualche perplessità. «I vaccini sono importanti per l’economia perché permetteranno a tutti di tornare a vivere in un modo quasi normale rispetto all’ultimo anno di pandemia, ma se da un lato questo, anche se con ritardi avverrà, non è ancora dato a sapere quali siamo le intenzioni del Governo rispetto ad un problema atavico che il settore dell’artigianato ha. Stiamo parlando delle riforme per riuscire a meglio coniugare artigianato e sviluppo dei prossimi anni».

«Di questo se ne parlava senza troppa convinzione prima della pandemia, ma oggi, che deve ripensare al futuro in modo serio e determinato, il comparto chiede di ripartire in modo competitivo, eliminando e accorpando tutta una serie di nodi burocratici che lo affliggono da sempre» prosegue. «Casartigiani Veneto, con l’aiuto di tutte le associazioni provinciali ha individuato un percorso basato su alcuni aspetti fondamentali».

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«I pilastri della ripartenza basano i loro interventi sul peso della burocrazia, sulla giustizia civile, sullo sviluppo digitalizzato, sul credito e sulla formazione. «Sono tutti temi noti da tempo – sottolinea – ma quella che oggi è cambiata è la possibilità di intervenire, attraverso il Recovery Plan, modificando radicalmente le regole del gioco e la burocrazia che vi sta intorno».

«E’ evidente che chi ancora ha retto l’impatto della pandemia lo ha fatto svuotandosi le tasche e investendo gran parte di quello che aveva accantonato per riuscire a resistere, e la ripartenza richiederà un notevole sforzo economico e di investimento, che comporterà un evidente indebitamento» continua. «Per questo riteniamo, che le regole attuali non possano essere applicate, che servano dilatazioni di tempo per i rientri bancari, ad esempio, oppure accorpamento e semplificazioni fiscali, o strumenti nuovi di accesso al credito a alla finanza, procedimenti giudiziari civili certi, uso della digitalizzazione nella burocrazia pubblica e accompagnamento alla professionalità sostenuto per i giovani imprenditori, speso dimenticati in questa fase».      

«Come Federazione, sarà questo il messaggio della ripartenza che trasmetteremo e così faranno anche tutte le nostre associazioni che hanno un occhio di riguardo particolare per quelle imprese che qualcuno ha definito fare “lavoretti”, a cui rispondiamo senza eufemismi, che in questo modo sono ”state costrette” a spendere quello che avevano accantonato, e ad indebitarsi per andare avanti, a vantaggio di qualche altro settore. Forse a pensar male ci si azzecca – conclude Prando – ma il futuro per essere tale dovrà essere riscritto, perché con le attuali norme non si va da nessuna parte».

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