Casa Cattolica: presto l’impugnazione dell’assemblea del 31 luglio della società

Oltre all’impugnazione dell’aumento del capitale di giugno, che sarà discusso dal Tribunale di Venezia il prossimo 17 Agosto, diverse le azioni in programma da parte della rete di soci di Casa Cattolica per la difesa della società. Grande attenzione e preoccupazione anche per l’indagine giudiziaria che coinvolge i vertici dell'azienda.

Casa Cattolica, la rete che rappresenta soci che hanno votato no alla trasformazione in S.p.a., associazioni dei soci, imprese, istituzioni, società civile, rappresentanti di quasi tutti i partiti politici e di tanti amministratori locali, si è trovata nella nuova sede di Casa Cattolica, presso la Fondazione Toniolo in Via Seminario 8 a Verona. 

La convinzione della rete è che Cattolica Assicurazioni, i suoi soci, dipendenti e agenti siano un patrimonio dell’intero territorio che va difeso ad oltranza da attacchi straordinari ostili che ne tradiscono i valori e ne vogliono rescindere il legame che dura da 124 anni.

Quattro i punti principali emersi nella riunione e deliberati all’unanimità da Casa Cattolica sulla consapevolezza che Cattolica Assicurazioni, ad oggi la 5° Compagnia Assicurativa in Italia con quasi 7 miliardi di raccolta premi, un patrimonio netto di oltre 2,3 miliardi di euro, 3,5 milioni di clienti, 1.800 dipendenti e 1.400 agenzie, non debba essere svenduta.

INDAGINE GIUDIZIARIA IN CORSO

Il coordinamento ha espresso grande preoccupazione e rispetto all’indagine giudiziaria che vede coinvolti i vertici della società e che «indebolisce il rapporto fiduciario della attuale governance con i mercati finanziari e gli oltre 20.000 tra soci ed azionisti. Per questo Casa Cattolica chiede che sia sospesa l’esecuzione di tutte le assemblee ordinarie e straordinarie che in questo momento di estrema debolezza della società non farebbero l’interesse dei soci, dei suoi dipendenti, dei suoi agenti e di tutto il territorio ma solo del compratore» spiegano i rappresentanti della rete.

IMPUGNAZIONE DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI AUMENTO DI CAPITALE DEL 27 GIUGNO 

Casa Cattolica guarda con attenzione l’udienza del 17 agosto al Tribunale delle Imprese di Venezia richiesta per l’impugnazione dell’aumento di capitale dello scorso giugno votato solo dal 5,88% dei soci. «I soci erano completamente ignari che l’aumento fosse destinato principalmente ad un operatore esterno della cooperativa non socio (Generali Spa) senza il riconoscimento del diritto di opzione ai soci. – spiegano i rappresentanti di Casa Cattolica – Il coordinamento all’unanimità ritiene che aver fatto votare ai soci una delega per far sottoscrivere un aumento di capitale entro il giugno del 2025 (!) per poi scoprire a poche ore dal termine del voto che lo stesso era già riservato ad un soggetto terzo, a prescindere dagli aspetti legali, sia stato una grave forzatura della fiducia dei soci ed invita il CDA a ritirare la delibera di esecuzione». 

IMPUGNAZIONE DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI TRASFORMAZIONE IN S.P.A. DEL 31 LUGLIO

I soci della Rete, oltre a quanto comunicato nei giorni scorsi, stanno continuando la raccolta della documentazione per l’impugnazione della Assemblea Straordinaria del 31 luglio finalizzata alla trasformazione della Società Cooperativa in Società per Azioni. 

In particolare il Patto di Sindacato “LE API” in quanto soggetto giuridico autorizzato dalla Legge, ha chiesto poche ore fa a Monte Titoli e per conoscenza agli organi di vigilanza, il numero dei certificati di assemblea emessi giornalmente dal giorno 8 luglio al 28 luglio per l’esercizio da parte dei soci richiedente del proprio diritto di voto. 

«Come annunciato da Patto nei giorni scorsi, molta attenzione sarà rivolta per l’impugnazione dell’Assemblea del 31/07 agli art. 10 e 58 dello Statuto di Cattolica società Cooperativa che per essere eliminati dovevano prevedere il voto totalitario dei soci presenti in assemblea, e che invece sono stati soppressi con l’introduzione dello Statuto della S.p.A. senza nemmeno informare i Soci di questa procedura usata. – continua il coordinamento dei soci – A parere di Casa Cattolica, inoltre, la pubblicazione solo a poche ore dal termine delle votazioni del punto 5 dell’accordo parasociale tra Cattolica e Generali (che di fatto permetterebbe la fusione di Cattolica in Generali) non ha permesso ai soci che avevano già votato di avere un importante elemento decisionale per esprimere il proprio voto».

LE PROPOSTE DI RILANCIO DELLA SOCIETÀ PER I SOCI, STAKEHOLDER E PARTNER

Casa Cattolica ha infine comunicato che «si attivando per un evento da tenersi ai primi di settembre nel rispetto delle disposizioni COVID e accessibile mediaticamente da tutti, per illustrare ai soci, alla comunità finanziaria e agli stakeholder e ai potenziali partner industriali, concrete proposte per il rilancio della società studiate da affermati professionisti e manager da tanti anni sul mercato con grande esperienza assicurativa. Obiettivo, portare queste proposte in una successiva assemblea straordinaria che sarà richiesta dai soci da tenersi entro il mese di settembre».