Caro carburante, Assopetroli: «Possibili criticità sul gasolio»
Redazione
La situazione dei carburanti in Italia e in Veneto resta sotto la lente d’ingrandimento a causa delle tensioni geopolitiche internazionali. Nonostante l’incertezza si sia spostata sul settore aereo, per benzina e gasolio le scorte sembrano garantite nel breve termine. Le prime criticità potrebbero tuttavia rilevarsi nel medio-lungo periodo, come ha commentato Antonio Perin, vicepresidente regionale Assopetroli, ai microfoni di TGRVeneto. «Le criticità ci potrebbero essere nelle prossime settimane, soprattutto sul gasolio, qualora il conflitto nel Medio Oriente dovesse prolungarsi, bloccando gli approvvigionamenti a livello globale».
I prezzi alla pompa: i dati del Mimit
Secondo le rilevazioni odierne dell’Osservatorio prezzi del Mimit, i costi per i consumatori restano elevati ma stabili dopo i ribassi dei giorni scorsi. In modalità self service sulla rete stradale nazionale, la benzina è ferma a 1,783 euro al litro. Il gasolio registra una lievissima discesa, passando da 2,162 a 2,160 euro al litro.
In autostrada i prezzi salgono: 1,815 euro per la benzina e 2,191 euro per il gasolio. Nonostante la stabilità odierna, le associazioni di categoria sottolineano come il prezzo del gasolio sia di fatto raddoppiato nel tempo.
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La situazione in Veneto: logistica e “prezzi paradossali”
A livello locale, Assopetroli-Assoenergia ha confermato che in Veneto la chiusura di alcuni distributori è legata esclusivamente a «questioni logistiche» e non alla mancanza di prodotto.
Resta però l’allarme sulle dinamiche di mercato che penalizzano le pompe bianche e gli operatori indipendenti. Assopetroli registra infatti un paradosso: i prezzi al dettaglio sono talvolta inferiori a quelli all’ingrosso, una distorsione che mette a rischio la sopravvivenza delle piccole imprese della filiera e minaccia la stabilità dei prezzi per i consumatori veneti.
Unem: «Benzina ok, incognita sul combustibile aereo»
Gianni Murano, presidente di Unem (Unione Energie per la Mobilità), ha rassicurato sulla disponibilità dei prodotti per l’autotrazione: «Non vediamo problemi per benzina e gasolio ai distributori, a parte il prezzo». Per i mesi di aprile e maggio le coperture sarebbero dunque garantite.
Il vero rischio riguarda invece il “jet fuel”, il carburante per gli aerei. L’Europa importa circa dieci milioni di tonnellate di questo prodotto dal Golfo Persico (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati). «Rimpiazzare questi quantitativi è un problema» ha spiegato Murano all’Ansa. Se dopo maggio le forniture non dovessero essere ripristinate, il settore dei viaggi potrebbe quindi subire contratti e rincari.
Il nodo dello Stretto di Hormuz
Circa l’11% del petrolio mondiale passa per lo Stretto di Hormuz. Secondo Murano, anche in caso di blocco, il greggio si potrebbe trovare altrove, ma a costi molto più alti a causa dell’aumento della domanda asiatica. L’Italia è autosufficiente per la raffinazione di benzina e gasolio, ma Murano avverte: «Se il prezzo del greggio salisse troppo, potrebbe non essere più conveniente raffinarlo».
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