Caso diamanti, presidio Adiconsum davanti al Cattolica Center

Presidio di Adiconsum, Federconsumatori e dei clienti truffati del caso diamanti sabato 6 aprile davanti al Cattolica Center, dove si terrà l’Assemblea dei socie del Banco BPM. La protesta servirà a sollecitare la banca alla restituzione del capitale investito dai clienti nei preziosi.

Si terrà sabato 6 aprile 2019 dalle 8,30 alle 11 il presidio organizzato da Adiconsum e Federconsumatori per il caso diamanti. All’ingresso del Cattolica Center, in via Germania 33 a Verona, dove si svolgeranno i lavori dell’annuale Assemblea dei soci del Banco Bpm, i consumatori coinvolti nella vendita dei preziosi, clienti del Banco, manifesteranno per sollecitare la Banca alla completa restituzione del capitale investito.

«Sono un migliaio, per un controvalore di oltre 20 milioni di euro, i cittadini veronesi, iscritti alla nostra associazione, incappati nella vicenda per essersi fidati dei consigli della loro banca: c’è chi ha acquistato i diamanti per garantire la copertura delle future spese universitarie del nipote, chi ha voluto fare un investimento “sicuro” per le figlie e chi ha tentato di mettere in sicurezza la propria liquidazione. Tutti propositi rovinosamente infranti di fronte al reale valore delle pietre. Nonostante diversi mesi di incontri, con centinaia di casi trattati il cui esito spesso è stato deludente, è giunto il momento che anche gli interessati facciano sentire la loro voce finora inascoltata», evidenzia Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum Verona.

«Al 31 gennaio 2019 per chiedere la restituzione dei propri risparmi hanno fatto reclamo – si legge nella Relazione annuale del Banco Bpm – 13.300 persone per un petitum di 430 milioni di euro. Ad oggi le proposte formulate dalla banca si attestano mediamente al 50% dell’investimento iniziale, proposta che i consumatori giudicano non soddisfacenti. È auspicabile che il Banco Bpm si allinei alle buone prassi degli altri istituti coinvolti e che rifonda celermente i clienti».

Secondo il provvedimento sanzionatorio dell’Antitrust del 20 settembre 2017 il valore delle vendite intermediate dal Banco BPM dal 2011 al 2016 è stato complessivamente di oltre 600 milioni di euro, concentrate prevalentemente nell’ultimo biennio. I clienti interessati dall’acquisto di diamanti sono stati circa 30.000-40.000, il 40-50% di essi ha acquistato pietre tra il 2015 e il 2016. L’Antitrust col provvedimento del 2017 ha multato, tra gli altri, il Banco Bpm con una sanzione di 3.350.000 euro, provvedimento confermato dal Tar del Lazio e impugnato al Consiglio di Stato, ove ora è pendente. «La Pratica commerciale sanzionata si è sostanziata nel fornire una rappresentazione parziale, ingannevole e fuorviante – si legge nel provvedimento – delle caratteristiche dell’investimento in diamanti, presentato alla clientela quale investimento in un “bene rifugio” in grado di conservare ed accrescere il suo valore nel tempo, di agevole liquidabilità e alienabilità. Sul caso è stata anche avviata un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Milano».