Cà del Bue cambia nome e diventa Agsm Green City
A ribattezzare l’impianto di smaltimento rifiuti è stato il consiglio di amministrazione della multiutility veronese che ha deliberato oggi la costruzione di un primo impianto fotovoltaico su uno dei tetti del sito: servirà a produrre energia pulita per soddisfare parte del fabbisogno energetico dell’impianto stesso. “Si tratta di un primo passo di ammodernamento di questo sito che va a chiudere un ciclo storico certamente non positivo” ha dichiarato il presidente Michele Croce.
Ca del Bue. Dimenticate in fretta questo nome perché da questo momento l’inceneritore, oggi spento, che si trova nelle campagne tra San Michele Extra e San Martino Buon Albergo, ha un altro nome. L’impianto si chiama AGSM Green City.
A ribattezzare il centro di smaltimento rifiuti, salito alla ribalta della cronaca più volte negli ultimi anni, è stato il consiglio di amministrazione della multiutility veronese che sempre questa mattina, come ha spiegato il presidente Michele Croce ai giornalisti saliti con lui sul tetto di uno dei capannoni, ha deliberato il nulla osta per la costruzione di un primo impianto fotovoltaico da 403 kWp, 1260 pannelli solari distribuiti su una superficie di 7mila metri quadrati, che produrrà energia pulita per 440 kilowattora necessari per soddisfare parte del fabbisogno dell’impianto stesso e facendo risparmiare ben 230 tonnellate di co2 ogni anno.
Un primo investimento, del valore di oltre 400 mila euro, che inaugura un restyling dell’ex Ca del Bue che, come ha ricordato sempre croce, dovrà diventare un impianto modello per la produzione di biometano, 400 metri cubi al giorno, grazie al cosiddetto processo di revamping con digestori anaerobici. Combustibile verde utilizzato poi come carburante per i mezzi Amia e gli autobus di ATV.
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