BTC Association, network per sviluppare tecnologie innovative
Un anno impegnativo ma ricco di soddisfazioni il 2019 di BTC Association (Blockchain Tecnology Criptocurrency), associazione nata nel 2018 che raccoglie al suo interno aziende e persone con particolari competenze in diversi ambiti legati alle tecnologie blockchain per favorirne l’evoluzione.
«Siamo un network di esperti – spiega Andrea Tomiozzo, presidente dell’associazione – e le nostre competenze spaziano in diversi campi. Dall’informatica alle criptovalute, dalla gestione e generazione dell’energia alla sostenibilità ambientale. Vantiamo eccellenze anche nel campo della comunicazione, con esperti di cyber security che si occupano con grande passione anche di divulgare quella conoscenza e quella cultura che, in un’epoca in cui sono sempre maggiori i dati sensibili custoditi in dispositivi mobili che i criminali possono monetizzare, dovrebbero essere in mano a tutti. Basti pensare che se un tempo era impensabile ricevere mail di phishing tramite PEC, oggi questa pratica è una normalità».
Al centro del 2019, dunque, c’è stata la volontà di consolidare le relazioni create attraverso l’associazione, sempre nell’ottica di ampliare e divulgare la conoscenza delle tecnologie basate sui registri distribuiti. La grande forza di BTC Association, infatti, è la possibilità di rendere complementari le diverse competenze e professionalità degli associati, creando start up e progetti innovativi.
«Uno dei nostri associati – racconta Tomiozzo –, per fare un esempio, ha brevettato un sistema di riscaldamento tramite membrane radianti che ad oggi è già applicato in diversi contesti, specialmente in nord Europa. Come associazione, unendo le nostre competenze, siamo riusciti a renderla efficace e ad unirla ad un sistema di gestione dell’energie talmente efficiente che, nella peggiore delle ipotesi, riusciamo a generare risparmio al 25-30 % rispetto a sistemi di riscaldamento tradizionali».
Il 2020 seguirà le orme del 2019 e si inizieranno a raccogliere i frutti di quanto svolto precedentemente. In particolare, al centro del nuovo anno ci sarà 1010, una start-up innovativa con sede a Bologna che sta sviluppando diverse tecnologie, tra le quali la possibilità di apporre sugli oggetti una firma elettromagnetica contenete tutte le informazioni sul prodotto in questione. Le informazioni, accessibili a tutti, sono immesse e scritte su blockchain, il registro distribuito che maggiormente garantisce l’immutabilità di dato.
«Abbiamo avuto l’occasione di presentare alcune di queste applicazioni in occasione di CosmoBike Show, dove con sistemi RFID abbiamo mostrato come sia possibile ricevere dagli oggetti informazioni legate alla proprietà o a caratteristiche peculiari, rendendoli unici. Nel 2020 vorremmo uscire dalla parte prototipale e passare ad un’applicazione reale sul mercato, aprendoci anche alla possibilità di apporre la firma su prodotti edibili per certificarne provenienza e qualità».
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






