Fondazione AIDA, Sartori: «Proseguiamo lavorando su linee parallele»

Fondazione AIDA non abbandonerà il digitale, rivela il direttore organizzativo Leonardo Sartori, ma lo utilizzerà per portare avanti la realizzazione di progetti culturali per il territorio in attesa di poter tornare in presenza nei teatri.

Fondazione Aida, realtà veronese da oltre 35 anni, si occupa principalmente di teatro con un’attenzione particolare al teatro per le famiglie, marchio distintivo sul territorio. Una Fondazione sempre in movimento che vanta tournée sia in Italia che all’estero e che si è sempre cimentata in progetti culturali nuovi: dalla promozione della lettura a strategie di valorizzazione territoriale, sia culturale che enogastronomiche.

Il settore del teatro, uno dei più colpiti in tempo di pandemia, si trova ora nuovamente fermo dopo un piccolo momento di respiro avuto nei mesi estivi. «Durante i mesi di ripresa estiva – rivela Leonardo Sartori, direttore organizzativo di Fondazione Aida – pensavamo che potesse essere in qualche modo finita, ma non siamo sorpresi da questi nuovi momenti difficili. Questo periodo ci sta però insegnando molte cose, in primo luogo il pensiero positivo».

Quasi una parola fuori luogo, se si pensa al presente, ma proprio dalla positività deve partire la forza per elaborare nuove strategie per far incontrare il mondo del teatro con il suo pubblico. «I luoghi fisici ci sono ancora, anche se chiusi e proibiti. I portoni del teatro sono chiusi, i sipari sono chiusi, si stanno impolverando anche le sedie, ma noi continuiamo a tenerli pronti per il rientro. Per tenere caldi i motori abbiamo scelto delle strategie diverse: portare il teatro sul web». 

Quasi una discrasia all’apparenza, due mondi che sembrano troppo lontani per incontrarsi. «In realtà – rivela Leonardo Sartori, direttore organizzativo di Fondazione Aida – sperimentandolo soprattutto nella prima fase e consolidando questo tipo di attività sia con le famiglie, quindi con il nostro pubblico tradizionale dei bambini, e anche con gli adulti abbiamo scoperto che in qualche modo, un suono, una voce, un racconto possono colmare i silenzi di questi mesi». 

Il teatro in digitale in attesa di tornare in presenza

Per il futuro, in attesa di poter tornare alle vecchie abitudini, si lavora su due strade parallele: a fianco al teatro tradizionale, infatti, si lascerà lo spazio a nuovi percorsi digitali.

«Ovviamente continuiamo a lavorare e a programmare in vista di un ritorno in presenza nei teatri, perché è questa la nostra linfa vitale. D’altro canto ci stiamo abituando a delle modalità differenti che non sviliscano il nostro obbiettivo, quello di essere prima di tutto promotori culturali. Per questo continuiamo ad aggiornarci sui nuovi strumenti che permettono di tenere vivo il contatto con il pubblico, dandoci anche la possibilità di garantire l’occupazione agli addetti del settore». 

Proprio in occasione del Natale, il 25, 26 e 27 dicembre, Fondazione Aida presenta sulla piattaforma Zoom “Babbo Natale e la neve che non c’è”, proposta dell’iniziativa “Teatro Onlife. Spettacoli in rete per il mondo dei bambini”. Si tratta di un innovativo progetto tecnologico che offre un’esperienza di teatro digitale dove bambini e ragazzi hanno la possibilità di interagire con un attore in uno spazio alternativo, senza rinunciare all’irripetibilità dello spettacolo dal vivo.