Blocchi sul Brennero, Italia Viva: «Danno diretto e ingiustificato»

Italia Viva a fianco del mondo produttivo scaligero: negativo il nuovo blocco del transito notturno dei camion, a partire da gennaio 2021, deciso unilateralmente dall’Austria.

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Italia Viva si associa alle proteste espresse dai rappresentanti di Unioncamere regionali di Veneto Lombardia ed Emilia Romagna, di Casartigiani e di Conftrasporti per il blocco notturno al traffico dei Tir imposto dall’Austria.

«Una decisione unilaterale che desta forte preoccupazione – spiega l’Onorevole Davide Bendinelli di Italia Viva -. Il valico del Brennero rappresenta il principale punto di collegamento per lo scambio di merci tra Italia e nord Europa. Su questa direttrice è posta Verona: uno snodo geografico e infrastrutturale di primaria importanza per l’interscambio commerciale tra l’Italia e l’estero con il suo eccezionale interporto Quadrante Europa. Chiudere questa arteria di comunicazione è un danno diretto e ingiustificato all’intero comparto produttivo veronese, veneto e nazionale».

IMAGO 2019 DAVIDE BENDINELLI FORZA ITALIA viva
Davide bendinelli

Prosegue Bendinelli, in riferimento all’interrogazione parlamentare presentata ieri: «Oggi presento  un’interrogazione parlamentare; ritengo necessario ingenerare una forte risposta a tutti i livelli istituzionali a difesa delle attività economiche del territorio, delle imprese e dei lavoratori».

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Il divieto è applicato anche ai mezzi di ultimissima generazione come gli Euro 6, risulta una violazione delle regole di libero scambio vigenti in Unione Europea.  Come se non bastasse, il divieto vale solo per i mezzi italiani e non per quelli austriaci infrangendo qualsiasi pretesa di imparzialità e riducendo di molto la credibilità delle motivazioni ambientali addotte per giustificare il blocco.

«Italia Viva – conclude il deputato – ritiene certamente strategico un riequilibrio tra trasporto su gomma e trasporto ferroviario nello scambio delle merci, ma questo va realizzato con una seria pianificazione, concordata tra i territori ed i Paesi coinvolti e sicuramente non con interventi spot e dall’apparente carattere “punitivo”. Tanto più nella condizione economicamente precaria ingenerata dalla pandemia ci si aspetterebbero soluzioni solidali e omogenee concordate tra i partner europei».