Banco BPM, finita la fase di rodaggio. Si guarda avanti con fiducia
A tre giorni dell’assemblea ordinaria che si svolgerà sabato a Milano, il presidente e il direttore generale del Banco BPM sono intervenuti ieri a Quinto di Valpantena al primo degli incontri della Settimana veronese della finanza organizzati da Verona Network. Buone le performance del 2017 nonostante le operazioni di riassetto post fusione.
Un’operazione coraggiosa, l’unica fusione bancaria effettuata sotto il controllo europeo della BCE. Il matrimonio tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, celebrato formalmente il 1 gennaio 2017, ha richiesto un grande lavoro di riassetto, di condivisione, di riorganizzazione interna che però sembra aver portato risultati buoni a giudicare dai numeri enunciati ieri sera dai vertici del Banco BPM, nel corso dell’incontro della Settimana veronese della finanza organizzato da Verona Network nella sala conferenze della Cantina Valpantena, a Quinto.
Sul tavolo dei relatori il presidente Carlo Fratta Pasini e il direttore generale Maurizio Faroni, ed è stato proprio quest’ultimo a pochi giorni dall’assemblea ordinaria che si terrà sabato a Milano a descrivere lo stato di salute del terzo gruppo bancario italiano. Dando uno sguardo al conto economico, balza all’occhio il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte che, pur registrando un segno negativo, è migliorato dell’83,6 per cento rispetto al 2016 passando da un meno 2 miliardi e 80 milioni di euro a meno 336 milioni di euro.
Positivo anche l’utile netto, salito a 557 milioni contro la perdita di 1 miliardo e 400 milioni dell’anno precedente.
Per il direttore Faroni il 2018 sarà l’anno del consolidamento che permetterà operazioni importanti come quella sottolineata dal presidente Fratta Pasini e che riguarda Cattolica. La serata è stata l’occasione per presentare ufficialmente anche la neonata associazione socia Banco BPM, presieduta dall’imprenditore veronese Andrea Pernigo.
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