Banco Alimentare, Biondani: «Crescita della povertà è una certezza»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista ad Adele Biondani, presidente del Banco Alimentare del Veneto Onlus, candidata nella categoria Associazioni.

Tra i candidati al decimo premio Verona Network anche il Banco Alimentare del Veneto, un’associazione che opera sul territorio regionale dal 1993 e si occupa di recuperare e raccogliere prodotti alimentari perfettamente commestibili ma non più commercializzabili.

«Questi prodotti – racconta Adele Biondani, presidente dell’Associazione Banco Alimentare del Veneto Onlus – vengono stoccati nei nostri magazzini e da qui vengono redistribuiti a tutte le associazioni che in Veneto assistono le persone in difficoltà. È una funzione che da un lato aiuta le aziende a gestire le eccedenze alimentari che altrimenti non sarebbero più commercializzabili e dall’altra parte aiuta le associazioni a recuperare quei prodotti che altrimenti non sarebbero in grado di reperire».

Nel 2019 il Banco Alimentare ha assistito 472 associazioni che a loro volta hanno offerto un contributo a oltre 100.000 persone che in Veneto oggi come oggi non sono in grado di comporre un pasto completo durante la giornata.

«Gli ultimi tre mesi – rivela Biondani, presidente del Banco Alimentare del Veneto Onlus – sono stati assolutamente sfidanti: per noi che lavoriamo essenzialmente col contributo dei volontari il dover lasciare a casa le persone che avevano più di 65 anni, la maggior parte dei nostri volontari, ha significato dover cambiare completamente il nostro modo di lavorare. Dall’altra parte c’era una grandissima richiesta di aiuto da parte delle associazioni e quindi di fronte a questa grande sfida abbiamo cominciato a pensare a come reinventare il nostro lavoro per poter continuare a fornire i nostri prodotti alle associazioni».

La stima, entro la fine dell’anno, è un aumento del 40% delle persone assistite e questo implica la necessità di ritirare più prodotti. Per questo, racconta Biondani, sono nati nuovi progetti per entrate sempre più in contatto anche con la grande distribuzione.

«Abbiamo costruito un gruppo di volontari che ha il compito di mantenere costante il rapporto con le associazioni in modo da sapere quotidianamente se hanno un numero maggiore di persone da assistere e quali tipi di cibi mancano, in modo da soddisfare maggiormente le strutture di carità; dall’altra parte abbiamo costruito un gruppo che miri a far conoscere ancora di più il Banco Alimentare presso il mondo industriale, in modo da poter incrementare la quantità di raccolta dei prodotti raccolti. Questi crediamo siano i due filoni su cui il Banco Alimentare del Veneto deve perseguire. La crescita della povertà è una certezza – conclude Biondani – resta da capire di quanto crescerà nel prossimo semestre o nel prossimo anno. Noi da una parte dobbiamo conoscere questa povertà e le sue esigenze e dall’altra parte cercare il più possibile di recuperare i prodotti».