Banca Veronese, Tognetti confermato alla Presidenza

Il nuovo Cda ha espresso una scelta di continuità operativa e di prosecuzione dei progetti avviati. L'istituto di credito cooperativo del Gruppo Iccrea ha chiuso il bilancio 2019 con un utile di 3,8 milioni di euro.

Presidente Gianfranco Tognetti
Il Presidente di Banca Veronese Gianfranco Tognetti.

Gianfranco Tognetti è stato confermato alla Presidenza di Banca Veronese per il prossimo triennio. Una scelta all’insegna della continuità operativa e per la prosecuzione dei progetti avviati. Il Consiglio di amministrazione neo eletto lo ha stabilito nel corso della prima riunione del Cda dopo l’Assemblea che si è tenuta il 29 giugno scorso nella sede di Bovolone a porte chiuse, come definito dalle disposizioni per il distanziamento fisico in emergenza Covid 19 stabilite per Decreto.

I soci sono stati rappresentanti dalla figura del rappresentante designato, il notaio Nicola Marino, che ha raccolto le deleghe e che quindi ha dato esecuzione al volere della compagine sociale. I consiglieri eletti per il nuovo triennio alla guida di Banca Veronese sono oltre al Presidente Tognetti, Filippo Rossi (nominato Vicepresidente), Rino Righetti, Marco Casari, Cirillo Bonomi, Claudio Zanon, Paolo Graziano Marzari, Roberto Caffini, Paolo Balteri. Nel collegio sindacale sono stati eletti Graziano Dusi (Presidente), Giovanna Rebonato, Marco Colombo.

In assemblea approvato anche il bilancio che presenta ancora una volta dati di solidità importanti: «Dati che ci consentono di essere pro-attivi verso il nostro territorio – commenta il Direttore generale Martino Fraccaro- con masse intermediate per 1,4 miliardi di euro e una raccolta complessiva che supera i 900 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto al 2018. Il sostegno al territorio è testimoniato all’aumento degli impieghi (+2% rispetto all’anno precedente), passati da 432 milioni a 442 milioni di euro. Un ottimo segnale in un contesto in cui il dato a livello di sistema bancario nazionale scende- rileva il Direttore- e che si pone in linea con una vitalità spiccata del tessuto economico nella nostra zona di competenza». 

Banca Veronese migliora nel 2019 anche la qualità del credito con l’incidenza dei crediti deteriorati netti (Npl) che si attesta al 2,71%, in sostanziale diminuzione rispetto a dicembre 2018. Il grado di copertura degli Npl raggiunge la soglia del 66,3%. 

«Questi dati confermano il grado di solidità della Banca, che può vantare un Cet 1 al 16%, ben al di sopra dei limiti normativi e del dato medio del sistema bancario nazionale- commenta il Presidente. Il patrimonio raggiunge i 65 milioni di euro, grazie ai positivi dati di bilancio. Una BCC solida all’interno del Gruppo Bancario Iccrea, che proprio in virtù dei suoi numeri e del suo andamento può godere di maggiore autonomia nelle scelte gestionali».

La sede di Banca Veronese a Bovolone.

Il risultato di esercizio, ottenuto in un contesto economico che ha fortemente ridotto al marginalità dell’attività bancaria, è molto positivo. Banca Veronese chiude il 2019 con un utile di 3,8 milioni di euro (in crescita del 12% rispetto all’esercizio precedente), al netto dell’ammortamento degli oneri residui sostenuti, pari a 2,4 milioni di euro, corrisposti per l’acquisizione di 9 sportelli da Banca Sviluppo.

In continua crescita anche il numero dei Soci che raggiunge quota 3.705, a testimoniare la fiducia delle comunità e l’adesione ai progetti della banca, che oltre all’attività caratteristica dimostra di avere a cuore percorsi di formazione sulla finanza e sul risparmio per privati e imprese, educazione finanziaria, assicurativa e cooperativa, sostegno alle associazioni di categoria attraverso sviluppo di incontri, convegnistica con esperti, progettualità per i settori del pubblico e delle aziende.

«Abbiamo attivato convenzioni con i Confidi e con Confcommercio Verona per supportare la categoria, stanziando un plafond per finanziamenti – spiega il Vice Direttore generale Paolo Poli. Siamo intervenuti con decisione sul fronte moratorie, sospendendo le rate dei mutui di famiglie e imprese in difficoltà nei pagamenti a causa del periodo di crisi da emergenza Coronavirus. Stiamo facendo la nostra parte – continua Poli- anche per assicurare liquidità all’interno delle disposizioni contenute nel Decreto Cura Italia per concedere finanziamenti garantiti dallo Stato sotto la soglia dei 25-30 mila euro a privati, professionisti e attività che ne hanno fatto richiesta. Lo abbiamo fatto anche autonomamente e di nostra volontà, nello spirito del Credito Cooperativo, anche in taluni casi in cui non c’erano tutti i requisiti stabiliti dai Decreti, per salvaguardare le attività dei clienti e per tutelare la forza lavoro.

Abbiamo finanziato anche operazioni importanti, ampiamente sopra i 25 mila euro, per essere di sostegno alle aziende più grandi e più strutturate in ottica di rilancio e di investimento”.

«Abbiamo consegnato ai responsabili del reparto di Pneumatologia dell’Ospedale Mater Salutis di Legnago 20 generatori venturi con maschera e di 20 caschi completi per la ventilazione artificiale – conferma il Presidente Tognetti – che sono arrivati laddove c’era più bisogno di aiuto».