Banca di Verona, patrimonio in crescita e confermato il consiglio uscente

Banca di Verona

Ieri all’assemblea dei soci a Cadidavid presente anche Giuseppe Maino, presidente di Iccrea, il nuovo gruppo a cui Banca di Verona ha aderito.

Si è tenuta ieri pomeriggio nel teatro di Cadidavid l’Assemblea dei soci della Banca di Verona, che ha approvato il bilancio 2018 e confermato il consiglio di amministrazione. Positivi i numeri presentati, con il patrimonio netto che è salito a 91 milioni e 586mila euro, l’aumento di raccolta diretta e indiretta e la conferma della solidità aziendale.

All’assemblea ha partecipato anche Giuseppe Maino, presidente del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea a cui ha aderito anche la Banca di Verona. Maino guida il cda eletto nei giorni scorsi in cui è entrato a far parte anche Flavio Piva, presidente della Banca di Verona, che rappresenta l’area Triveneta all’interno del nuovo soggetto creditizio, quarto a livello nazionale. Piva proprio ieri mattina è stato anche nominato nel comitato esecutivo.

Gruppo Iccrea Giuseppe Maino
Giuseppe Maino, presidente Gruppo Iccrea

«Il gruppo Iccrea nato da poco e di cui fa parte anche Banca di Verona è un gruppo atipico nel panorama nazionale come non poteva che essere un gruppo creditizio cooperativo» ha detto Maino. «Il valore aggiunto per le banche associate è soprattutto industriale perché possono mettere a fattor comune gli investimenti all’interno della capogruppo e il frutto di questi investimenti poi può essere redistribuito alle singole Bcc. Le banche del territorio devono continuare a fare le banche cooperative, la vera sfida è creare un gruppo efficiente, competente e performante che possa far fare meglio la banca nel territorio, conservando l’identità cooperativi. La sfida vera quindi è fare un gruppo industriale mantenendo inalterati i nostri valori».

«La capogruppo», ha aggiunto ancora Maino, «che per normativa deve fare la direzione il coordinamento e il controllo, deve sempre tenere presente che l’anima e il business sta nelle banche sul territorio, quindi è essenziale il loro coinvolgimento. Il bene della capogruppo non può essere disgiunto dal bene delle banche».

Nell’illustrare il bilancio al 31 dicembre il presidente Flavio Piva e il direttore generale Valentino Trainotti hanno rilevato che il 2018 è stato un anno particolarmente importante nel quale la Banca di Credito Cooperativo ha aderito al gruppo nazionale Iccrea e ha anche varcato i confini provinciali e regionali aprendo nella vicina Ala, in Trentino, una filiale dedicata alle imprese.

Il patrimonio netto è salito a 91,586 milioni di euro; sono aumentati, soprattutto, i fondi propri ai fini di Vigilanza (che determinano l’adeguatezza patrimoniale della Banca) da 85,427 milioni del 31 dicembre del 2017 agli attuali 90,148 milioni (non comprensivi dell’utile secondo semestre).

Il Cet1, indicatore “principe” per valutare la solidità aziendale, sale ulteriormente da 22,353% a 25,306%, un livello tra più elevati a livello nazionale (il coefficiente vincolante minimo dettato dalle regole di Vigilanza è il 5,75%) e che determina forti eccedenze patrimoniali.

In ulteriore miglioramento la qualità degli attivi, sia di quelli finanziari (titoli di proprietà e liquidità aziendale) con riduzione della durata temporale, per ridurre il rischio, e forte diminuzione dei titoli con potenziale impatto negativo delle perdite sul patrimonio (- 57% sul 31 dicembre del 2017), sia di quelli creditizi.

I crediti della Bcc verso clientela rimangono ai livelli del 2017 (286,431 milioni contro 278,550 milioni di euro), ma con ulteriore riduzione dei “non performing” (sofferenze e inadempienze probabili), la cui incidenza su crediti lordi passa dal 6,53% al 6,12% (un livello eccellente se si pensa che la media delle banche del Veneto al 30 giugno 2018 era pari al 17%).

Sono aumentate le coperture (impairment) sui crediti non performing dal già elevato 70,61% al 74,56% (le sofferenze sono coperte all’82,30%). Il rapporto tra npl (“non performing loans”) e patrimonio è pari solo al 5,15% (la media delle banche venete al sempre al 30 giugno scorso è pari al 63%).

Significativi anche i finanziamenti erogati a clientela, per il tramite della Banca di Verona, da Iccrea BancaImpresa (banca corporate del gruppo cooperativo) per 38,2 milioni, oltre a 10,4 milioni di leasing strumentali.

La Bcc ha rafforzato anche la posizione nella gestione della disponibilità e del risparmio della clientela. La raccolta diretta è salita dell’1,42% (da 481,949 a 488,782 milioni di euro), mentre la indiretta è salita del 4,17% (da 347,755 a 362,253 milioni), nonostante la contrazione dovuta al calo del valore di mercato.

La raccolta complessiva da clientela è arrivata a 851 milioni 35 mila euro contro gli 829 milioni e 704 mila del 2017, con un incremento del 2,57%.

L’utile netto si attesta a 4,671 milioni di euro, in leggero flessione rispetto 4,788 milioni del 2017, un calo contenuto nonostante la forte contrazione degli utili da negoziazione e la cessione di titoli di proprietà (da 2,142 milioni nel 2017 a 1,157 milioni), in conseguenza del mutato scenario dei mercati finanziari.

L’assemblea ha anche proceduto alla votazione per il rinnovo degli organi sociali confermando il consiglio di amministrazione uscente. Il cda si riunirà mercoledì prossimo 15 maggio per la nomina del presidente, del vice e del comitato esecutivo.

Banca di Verona Flavio Piva
Flavio Piva, presidente Banca di Verona

«Sono molto soddisfatto dei risultati del 2018», ha detto il presidente della Banca di Verona Flavio Piva. «Anche il 2019 è iniziato positivamente. La principale ragione del nostro successo risiede in quello che è anche la nostra peculiarità: la perfetta corrispondenza tra il ruolo di socio e di cliente. Il fatto, cioè, di essere una Banca posseduta e gestita da persone che, per soddisfare i propri fabbisogni di natura creditizia e di gestione del risparmio, evitano di affidarsi a terzi, che di solito hanno interessi diversi (dividendo), per gestirli in prima persona con una struttura cooperativa».

«Bilancio 2018 senz’altro positivo» aggiunge il direttore generale Valentino Trainotti, «con consolidamento dei nostri punti di forza: solidità con un Cet1 superiore al 25%, qualità degli attivi con un Texas ratio del 13%, stabilità con un roe medio degli ultimi 10 anni del 6%. L’ingresso nel gruppo bancario cooperativo Iccrea ci dovrà consentire di fare ulteriori progressi in termini di prodotti e servizi, per attrarre nuovi clienti che apprezzino il modello di una Banca locale che pone realmente la persona e le sue necessità finanziarie al primo posto delle proprie finalità».