Autoriparazioni, le restrizioni anti-Covid ostacolano i corsi

Confartigianato Autoriparazione è intervenuta segnalando al Presidente della Conferenza Stato Regioni le difficoltà relative all’organizzazione dei corsi, soprattutto per la parte in presenza.

Massimo Speri - Presidente Confartigianato Autoriparazione Verona
Massimo Speri, presidente Confartigianato Autoriparazione Verona

Le restrizioni imposte a causa della pandemia, che rendono difficoltoso e incerto lo spostamento fisico delle persone, stanno provocando problemi anche per lo svolgimento dei corsi di qualificazione professionale regionali per carrozzieri e gommisti

Leggi anche: L’automotive in Veneto: nel 2020 calo della clientela

Confartigianato Autoriparazione è intervenuta segnalando al Presidente della Conferenza Stato Regioni le difficoltà relative all’organizzazione dei corsi, soprattutto per la parte in presenza, tenendo conto che lo standard formativo prevede la possibilità di ricorrere alla modalità e-learning solo per il modulo comune relativo alla “Gestione dell’attività di autoriparazione”, vincolo da cui le Regioni non possono prescindere poiché si devono attenere alle prescrizioni dello standard nazionale.

«Confartigianato Autoriparazione – spiega Massimo Speri, presidente regionale e provinciale della categoria – ha quindi chiesto un provvedimento di sospensione temporanea di tale limitazione e la possibilità di estendere la modalità di formazione a distanza alla parte teorica dell’intero percorso formativo e di utilizzare i webinar per la parte relativa ai seminari/stage, sia per i carrozzieri sia per i gommisti».

Ma gli autoriparatori di Confartigianato tornano alla carica anche per chiedere la soluzione dei problemi riguardanti l’utilizzo della targa prova. Dopo che la III Sezione Civile della Corte di Cassazione, lo scorso 14 dicembre, si è pronunciata negativamente circa la possibilità di utilizzare la targa prova sui veicoli già immatricolati, Confartigianato Autoriparazione si è rivolta al Direttore generale della Motorizzazione Civile Alessandro Calchetti, sollecitando un intervento urgente del Ministero dei Trasporti finalizzato a rivedere la normativa e a risolvere definitivamente un problema che crea forte preoccupazione alle imprese. Per completezza di informazione,  si segnala che la sentenza della Cassazione riguarda la medesima vicenda per la quale la Corte si era già precedentemente espressa e quindi non rappresenta né una conferma di orientamento né un nuovo e distinto caso e, comunque, non essendo a sezioni riunite, vale solo per le parti coinvolte che peraltro sono le medesime compagnie di assicurazione, ma con ruoli invertiti, della sentenza del 2018. In sintesi, ad oggi non ci sono modifiche rispetto a quanto già comunicato e l’uso della targa prova per veicoli privi di assicurazione Rca è, al momento, possibile anche se si tratta di veicoli già immatricolati e regolarmente revisionati.

«In attesa della modifica legislativa – afferma Massimo Speri – abbiamo comunque espresso la necessità di una formale indicazione, sia del Ministero dell’Interno sia del Ministero dei Trasporti, che riconfermi l’attuale regime applicativo a favore dell’uso della targa prova, comprensivo della sospensione delle procedure sanzionatorie. Questo per evitare il rischio di eventuali, difformi comportamenti interpretativi da parte delle Autorità competenti e difficoltà per le imprese di autoriparazione, anche sul piano dei risvolti assicurativi».