Automezzi bloccati in Slovenia, la denuncia di Confartigianato Trasporti

Slovenia, code chilometriche al confine. Cresce preoccupazione categoria: «Così non si può lavorare, così non si aiuta il sistema paese».

Paolo Brandellero - Pres Confartigianato Trasporti Verona

Da qualche giorno le autorità slovene hanno bloccato lungo il confine con l’Italia l’accesso a tutti gli automezzi oltre 3,5 tonnellate che non abbiano targa slovena. Possono invece passare quelli con targa italiana soltanto se diretti in Slovenia e con merce deperibile, dunque non in transito.

«Così non si può continuare a lavorare, così non possiamo aiutare il sistema-Paese. Le uniche soluzioni percorribili, di fronte alle misure limitative al traffico pesante introdotte da Austria e Slovenia, sono il ricorso da parte del governo italiano alla Corte di giustizia Ue sui provvedimenti che sono in palese contrasto con le regole comunitarie sulla libera circolazione delle merci (e del buonsenso) e un appello da parte della Farnesina a Slovenia e Austria che possa stemperare in fretta una situazione che in questo momento è letteralmente drammatica». Lo afferma Nazzareno Ortoncelli Presidente regionale Veneto di Confartigianato Trasporti.

«La nostra categoria – rincara Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona – arriva a questa nuova emergenza con ancora i postumi dalla crisi del 2008. Le aziende del trasporto merci – 6.200 in regione quelle artigiane, mentre in provincia di Verona sono 1.711 – non sanno se accettare commesse o rifiutarle. Impossible sapere cosa accadrà domani se non tra poche ore. Non sappiamo se possiamo partire, non sappiamo se arriveremo, se ci fermeranno per strada costringendoci, come accade in Croazia, a fare 14 giorni di quarantena. Così lavorare è impossibile! La risposta disomogenea a livello internazionale porta a situazioni limite come quelle degli autisti costretti a restare prigionieri delle proprie cabine durante le operazioni di carico e scarico. Sappiamo di essere settore economico strategico e fondamentale per arginare gli effetti devastanti di questa emergenza e mantenere l’economia e le produzioni in vita, ma necessitiamo di condizioni per operare».

In questo senso Brandellero chiama in causa le istituzioni europee, incapaci di imporre omogeneità nelle regole da applicare: «Superata l’emergenza – aggiunge il Presidente di Confartigianato Trasporti Verona – rivendicheremo la necessità di metter mano alle regole del cabotaggio e tutto quello che è definito ‘pacchetto mobilità’. Quando tutto ripartirà andranno imposti limiti di trasporti nazionali alle aziende straniere, per salvaguardare una buona volta le nostre. Non può sfuggire a nessuno che le code registrate ai valichi di confine in questo periodo sono prevalentemente, se non esclusivamente, composte da veicoli in fuga dall’Italia. Sono convinto che ce la faremo, anche grazie al sacrificio dei nostri collaboratori, che come sempre accoglieranno con abnegazione l’impegno che il momento impone, dimostrando ancora una volta come nelle difficoltà questa categoria sappia restare unita, assumersi pienamente il ruolo di legante delle imprese e di servizio alle comunità e sia determinata a vincere l’ennesima sfida».

I provvedimenti di limitazione al transito delle merci stabiliti da Austria e Slovenia, mettono a rischio una quota importante delle esportazioni. Infatti, solamente attraverso l’Austria si sviluppa l’interscambio commerciale tra l’Italia e i Paesi del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, un segmento fondamentale che da solo supera i 200 miliardi di euro l’anno. Queste merci, nel 93% dei casi, vengono trasportate su strada, passando, appunto, per l’Austri ed in particolare per il Passo del Brennero.