Audizione Ivass, Casa Cattolica: «Mantenere i tre valori fondanti della Compagnia»

Si è svolta ieri l'audizione parlamentare del Segretario Generale dell'Ivass De Polis sulle irregolarità gestionali rilevate nella governance aziendale. In seguito a quanto affermato durante l'audizione, la rete dei soci Casa Cattolica continua l'impegno per tutelare i valori fondanti della Compagnia.

Cattolica Assicurazioni

I coordinatori di Casa Cattolica, la rete delle associazioni di soci Cattolica Assicurazioni e di rappresentanti della politica, delle imprese, di amministratori locali e di istituzioni del territorio, hanno preso atto delle dichiarazioni dell’audizione parlamentare del 2 marzo, del Segretario Generale dell’Ivass Stefano De Polis, in merito alle recenti vicende di Cattolica Assicurazioni.

De Polis ha reso noto che: «Gli accertamenti ispettivi, effettuati da Ivass a partire dal dicembre 2019, hanno rilevato rilevanti irregolarità gestionali che trovano origine nelle serie disfunzioni della governance aziendale, con un Consiglio che ha mancato di esercitare le proprie prerogative di indirizzo gestione e controllo».

Importanti le affermazioni anche sulle partecipazioni di Cattolica, dove, secondo IVASS, «il processo decisionale ha privilegiato esigenze relazionali di visibilità sul territorio, ponendo in secondo piano la convenienza economica e i rischi legati alle singole operazioni oggetto di delibera».

Da quanto emerge in audizione, Ivass si aspetta che il cambio della governance generi impatti positivi a livello gestionale su Cattolica Assicurazioni e permetta il superamento di un modello decisionale che spesso è stato influenzato da valutazioni poco sostenibili a livello economico. 

Tuttavia, non è ancora chiaro a migliaia di soci il motivo per cui «l’aumento di capitale di 500 milioni imposto alla compagnia dall’Organo di Vigilanza (e da sottoscrivere originariamente entro il 30/09/2020), che ha determinato la frettolosa e contestata dismissione del 24,5% della società a Generali, sia stato sottoscritto ad oggi solamente per 300 milioni».

Anche per questo «continua l’azione legale di decine di soci presso il Tribunale di Venezia, al fine di evidenziare le irregolarità che hanno influenzato la contestata assemblea di aumento di capitale dello scorso 27 giugno e tutelare conseguentemente il futuro della compagnia».

Casa Cattolica, alla luce di queste considerazioni, ribadisce il fatto che «la forza del modello Cattolica sia sempre stata una corretta integrazione tra l’attenzione al territorio e il mantenimento di condizioni di stabilità economica. Il fatto che in alcuni frangenti, per questioni di debolezza della governance, non si sia riusciti a rispettare questo equilibrio non deve portare allo snaturamento del modello, ma ad attivare strategie e competenze che lo valorizzino» si legge nella nota di Casa Cattolica.

Per la rete di soci a sostegno di Cattolica è prioritaria, al di là delle figure che verranno coinvolte, l’attenzione che il nuovo CdA dovrà prestare a tre temi che sono sempre stati fondanti per la Compagnia:

  1. Attenzione alle persone: dipendenti (mantenimento dei posti di lavoro) ed agenti (centralità della figura sul territorio), in un’ottica di valorizzazione ed evoluzione continua delle professionalità;
  1. Mantenimento della presenza territoriale, finalizzata ad un reale ascolto della base sociale diffusa, ad una efficace salvaguardia dell’investimento fatto dai soci veronesi nel suo capitale e alla ricaduta di valore sui territori storici di radicamento e riferimento
  1. Mantenimento della coerenza verso i valori fondativi di Cattolica e di una costante attenzione ai bisogni di determinati ambiti economici, come quello della piccola e media impresa, dell’agricoltura e del terzo settore.

«A queste condizioni tutti i soci e le istituzioni che fanno riferimento a Casa Cattolica fin da ora si dichiarano favorevoli a sostenere il nuovo corso ed essere parte attiva del rilancio della compagnia con tutti gli attuali soci e con i nuovi partner industriali e finanziari che decideranno di condividere il nuovo percorso».