ATO, approvato il bilancio di previsione 2021-2023

Durante l’assemblea del 30 marzo scorso, oltre al bilancio di previsione e al Documento unico di programmazione, è stato ribadito l'impegno dell'ATO nell'approfondire la questione delle reti fognarie.

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Bruno Fanton (a sinistra), insieme al direttore ATO Luciano Franchini

Il 30 marzo si è svolta l’Assemblea dei Sindaci del Consiglio di Bacino dell’ATO Veronese, il garante del Servizio Idrico Integrato veronese: 70 i sindaci presenti in collegamento streaming, in rappresentanza di 729.038 abitanti, che hanno approvato il Bilancio di previsione 2021 – 2023 ed il relativo Documento Unico di Programmazione.

È stato ribadito l’impegno dell’ATO nell’approfondire la questione delle reti fognarie, con l’obiettivo di trovare soluzioni per risolvere il problema legato grandi eventi meteorici degli ultimi anni.

Le reti fognarie attuali risalgono, per lo più, ad oltre trent’anni fa, ed oggi dimostrano sempre più spesso la loro inadeguatezza, sopravvenuta vuoi per naturali fenomeni di obsolescenza tecnologica, vuoi per i sempre più evidenti cambiamenti climatici. Le reti fognarie, secondo i nuovi standard ARERA, devono garantire un elevato livello di funzionalità, e non devono recare disagio alla popolazione, né arrecare danni all’ambiente. Il Consiglio di Bacino, coinvolgendo le società di gestione e, soprattutto, le amministrazioni locali, promuoverà azioni mirate a: evitare le esondazioni derivanti da fenomeni atmosferici; adeguare gli sfioratori di piena ai nuovi standard nazionali e regionali; ridurre i quantitativi di acque parassite e di acque meteoriche convogliate agli impianti di depurazione.

Gli altri fronti su cui sta lavorando e continuerà a lavorare l’ATO veronese con le società di gestione sono: il “Piano per la riduzione dell’esposizione della popolazione alle sostanze indesiderate nell’acqua potabile”, di cui l’Ato si è fatto promotore di un protocollo di coordinazione gli altri ATO coinvolti, per coordinare le attività di programmazione di tutti gli interventi necessari alla completa sostituzione delle fonti idropotabili che oggi alimentano la centrale di potabilizzazione di Madonna di Lonigo; il “Piano per la riduzione dell’esposizione della popolazione alle sostanze perfluoroalchiliche”, già allegato alle deliberazioni in materia tariffaria adottate nel 2016. E ovviamente il Collettore del Garda, i cui lavori del primo tratto di opere è in corso (per il quale è stato pubblicato il bando di gara per il primo lotto dei lavori ).

Il costo del Consiglio di Bacino Veronese (ATO) è di 0,55 euro all’anno per abitare residente, invariato rispetto gli ultimi sette anni. «La partecipazione, in questa Assemblea, la prima del 2021, è stata numerosa e questo è motivo di soddisfazione – dichiara il presidente dell’ATO Bruno Fanton – la collaborazione delle amministrazioni con l’Ato rivela un senso di responsabilità da parte degli amministratori. C’è stata poi una convergenza del voto, unanime: questo conferma la bontà della gestione dell’Ente, premiata dai primi cittadini veronesi. Il mio ringraziamento va quindi al direttore Luciano Franchini, sempre molto preciso e puntuale. Sono diversi i fronti aperti su cui stiamo lavorando alacremente: Pfas, collettore, esondazioni durante i grandi eventi meteorici. Siamo sempre stati al lavoro, non ci siamo mai fermati, e un numero così elevato di sindaci non può che farci sentire sentire una grande e affiatata squadra».