Assegni per il lavoro, ecco chi può richiederli

L’iniziativa, avviata a fine 2017 con l'obbiettivo di contrastare la disoccupazione di lunga durata, è riservata a chi è senza lavoro, ha un’età superiore ai 30 anni ed è alla ricerca di un nuovo lavoro o di un servizio di orientamento e counseling, formazione e supporto all’inserimento/reinserimento lavorativo.

Elena Donazzan faccetta nera

Sono circa 50mila i disoccupati residenti in Veneto, che hanno potuto beneficiare dell’Assegno per il Lavoro: lo strumento finanziato dalla Regione del Veneto che consente di ricevere servizi gratuiti di assistenza alla ricollocazione in oltre 400 sedi accreditate in tutta la regione. Per richiedere l’Assegno per il Lavoro è sufficiente essere residenti o domiciliati in Veneto, risultare disoccupati e aver compiuto 30 anni. Può beneficiarne anche chi percepisce la Naspi o altri strumenti di sostegno al reddito.

Il meccanismo di questa politica attiva su base regionale prevede la cooperazione tra servizi per l’impiego pubblici e privati. Infatti, l’Assegno per il Lavoro può essere richiesto in qualsiasi momento al Centro per l’Impiego del proprio territorio o direttamente online tramite il servizio dedicato, sul portale ClicLavoro Veneto.

Una volta ottenuto l’assegno “virtuale”, rilasciato dal centro per l’impiego generalmente entro 10 giorni dalla richiesta, il lavoratore ha 30 giorni di tempo per scegliere l’ente accreditato per avviare il proprio percorso di riqualificazione e ricollocazione. Il valore dell’assegno è pari ad un massimo di 5.796 euro e viene riconosciuto all’ente accreditato a risultato occupazionale acquisito o nel caso in cui il lavoratore abbia trovato un nuovo impiego.

I contratti di lavoro stipulati dai beneficiari dell’Assegno per il Lavoro sono complessivamente 29.210: il 72% di questi è stato attivato presso gli enti accreditati, e i contratto a tempo indeterminato o di durata superiore ai 6 mesi sono pari al 37%.

Grazie ad una procedura gestita prevalentemente online, il flusso delle richieste si è mantenuto elevato anche nel 2020, con oltre 11mila Assegni per il Lavoro rilasciati nei primi nove mesi dell’anno, nonostante il lockdown e le misure restrittive imposte per contenere il diffondersi del virus Covid-19.

«Il governo centrale stenta ancora a capire che le politiche del lavoro sono efficaci quanto più sono prossime ai territori e veloci nell’intercettare i lavoratori disoccupati e le esigenze del singolo posto di lavoro disponibile» commenta Elena Donazzan, assessore regionale a lavoro, istruzione e formazione.

«Il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Ricollocazione sono stati fallimenti preannunciati: a questi si aggiungerà ora anche il Fondo Nuove Competenze –  conclude Donazzan -, mentre l’esperienza veneta conferma il successo delle nostre azioni. Vorremmo che le risorse nazionali non fossero spese invano, magari prendendo d’esempio il modello veneto e replicando le misure già messe in campo dalla nostra Regione».