Apindustria su Fiera e aeroporto: «Necessario un cambio di passo»

L’associazione delle piccole e medie imprese, presieduta da Renato Della Bella, denuncia un deficit di visione nella discussione sul futuro delle due infrastrutture strategiche.

renato della bella apindustria confimi verona
Renato Della Bella, presidente di Apindustria Confimi Verona.

«Asset fondamentali per il futuro delle aziende scaligere e la ripartenza dell’industria una volta che sarà sconfitto il Covid». Apindustria Confimi Verona s’inserisce nel dibattito sulle prospettive future di aeroporto Catullo e Fiera di Verona per i quali, dopo le devastanti conseguenze della pandemia, si rende necessario un consistente aumento di capitale per garantirne la sopravvivenza e permettere i necessari investimenti in sviluppo.

«Come rappresentanti delle PMI veronesi, denunciamo un deficit di visione nella discussione sul futuro di queste infrastrutture strategiche. Deficit peraltro già riscontrato nella gestione di importanti realtà quali AGSM, Cattolica Assicurazioni, Banco Popolare», sottolinea il presidente di Apindustria Confimi Verona, Renato Della Bella. Manca il confronto sulla gestione del recente passato per delinearne errori e positività, nell’ottica di definire nuovi progetti di sviluppo che vedano al centro l’interesse del territorio scaligero. 

«Ha poco senso polemizzare sulla convenienza o supremazia di una gestione pubblica rispetto a quella privata, sulla logica di “veronesità” o, peggio, trasferire la questione sulle persone anziché sul metodo», sottolinea. «È oggettivo che, sia per l’aeroporto che per la fiera, il capitale sociale sia diviso tra soci pubblici e privati e che negli ultimi anni la gestione sia stata effettuata da privati. È oggettivo che questa gestione non sia stata brillante, sicuramente migliore per l’Ente fiera rispetto al Catullo, ma per entrambi non in grado di soddisfare al meglio gli interessi del territorio. È chiaro che, da rappresentanti del mondo privato, siamo convinti che la gestione debba essere la più manageriale possibile con l’eliminazione, una volta per tutte, della lottizzazione politica delle varie municipalizzate o partecipate». 

Serve un cambio di passo con visione strategica del contesto generale: «È assolutamente necessario – prosegue – avviare un trasparente dibattito sulle diverse visioni riguardo alla Verona di domani. Solo dopo avere delineato il percorso che definisca i driver di sviluppo, crescita e opportunità sarà necessario decidere sulla governance di questi due asset strategici».

Conclude con l’auspicio «che i vari soci pubblici, presenti nel Catullo attraverso la società Aerogest e nell’Ente fiera, decidano di confermare la loro quota per creare le condizioni per sedersi al tavolo con i soci privati e l’esclusivo fine di ridefinire le condizioni di gestione di un bene a maggioranza pubblica dato loro in gestione. Si tratta di fare esperienza di quanto non ha funzionato nel recente passato e sarà necessario implementare per riscrivere o prevedere ex novo dei patti parasociali che pongano chiaramente le regole del gioco nel legittimo interesse del socio privato, ma anche e soprattutto nell’interesse della collettività, vera socia di riferimento di queste realtà».

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