Angurie a un centesimo, l’indignazione degli agricoltori

Angurie vendute a un centesimo al chilogrammo. È la promozione annunciata da Eurospin per domani, vigilia di Ferragosto, nei suoi punti vendita. Un’offerta che viene presentata dalla principale catena di discount in Italia come un omaggio alla clientela, specificando che ai fornitori è stato riconosciuto il giusto prezzo, ma che gli agricoltori leggono come l’ennesimo…

Angurie vendute a un centesimo al chilogrammo. È la promozione annunciata da Eurospin per domani, vigilia di Ferragosto, nei suoi punti vendita. Un’offerta che viene presentata dalla principale catena di discount in Italia come un omaggio alla clientela, specificando che ai fornitori è stato riconosciuto il giusto prezzo, ma che gli agricoltori leggono come l’ennesimo schiaffo della grande distribuzione a chi produce e vede deprezzato il proprio lavoro.

Il commento di Andrea Foroni, presidente del settore frutticolo di Confagricoltura Veneto

«Veniamo già da una stagione difficile per l’ortofrutta, tra l’emergenza Covid che con la chiusura del canale Horeca ha causato una forte riduzione dei consumi e il maltempo primaverile che ha falcidiato parecchie produzioni. Vedere, ora, che le angurie in piena estate vengono vendute a un centesimo al chilo ci fa male. È come se alla vigilia di Natale si vendessero i panettoni a un centesimo».

Prosegue: «Non ci dicano che le angurie vengono retribuite comunque al giusto prezzo, perché le promozioni della grande distribuzione vengono sempre scaricate sulla pelle degli agricoltori. Sono anni che l’industria fa il bello e il cattivo tempo, comprando la frutta a prezzi stracciati che spesso non coprono neppure i prezzi di produzione. Le angurie hanno avuto una stagione altalenante anche a causa del meteo e proprio adesso stavamo vedendo una ripresa dal punto di vista remunerativo. Ma questa promozione rischia di sfavorirla».

«Vendere le angurie a un centesimo al chilo svilisce il valore di un’intera filiera, facendo passare il messaggio che le angurie costino poco o addirittura nulla. Il consumatore deve invece sapere che all’origine c’è il lavoro degli agricoltori, oltre a una filiera etica e controllata. Noi continueremo a batterci contro queste storture del mercato con l’obiettivo di salvaguardare il lavoro dei produttori e dei prodotti che finiscono sulle tavole dei consumatori».

Il commento di Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona

Andrea Lavagnoli

«Questa svendita di frutta arriva in un momento dove le aziende hanno dovuto sostenere spese e difficoltà straordinarie a causa del Covid. Ricordo che, oltre alle difficoltà legate al reperimento di manodopera, abbiamo assistito anche al crollo dei prezzi dovuto alla pandemia, se pensiamo che, rispetto a un anno fa, le angurie hanno visto il prezzo all’origine crollare del 60%».

Sottolinea: «Tutta l’ortofrutta ha subito un tonfo: le zucchine, i meloni e i cetrioli del 50%, le insalate, le melanzane e i fagiolini del 40%  e i peperoni del 15%. Angurie, cetrioli, insalate, melanzane, zucchine pagate 20 centesimi al chilo; meloni e pomodori tra i 50 e i 70 centesimi al chilo. Il costo sostenuto dai produttori al chilogrammo, a seconda della coltura, varia tra i 50 centesimi e 1,5 euro al chilo. E ora vediamo che un grosso gruppo di discount svende le angurie a un centesimo al chilo? È inaccettabile».

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