Andrea Prando confermato alla guida di Fidi Artigiani

Il presidente di Casartigiani Veneto è stato rieletto al vertice del Consorzio Fidi Artigiani Verona, il Cofidi di riferimento dell’artigianato vicino a Casartigiani Verona diretto da Stefano Bertani.

andrea prando
Andrea Prando

Rinnovate le cariche nel Consorzio Fidi Artigiani Verona – il Cofidi di riferimento dell’artigianato vicino a Casartigiani Verona che ha chiamato gli associati in assemblea per discutere delle complesse situazioni territoriali per analizzare la posizione della Confederazione e delle altre associazioni relativamente alla lettera indirizzata alle Istituzioni italiane sulle disposizioni in approvazione, in cui è forte la richiesta di continuare a garantire la necessaria liquidità alle imprese.

Stefano Bertani direttore Fidi Artigiani

L’Assemblea, verificato il buon lavoro svolto nel mandato appena terminato, ha riconfermato i vertici nel consiglio di amministrazione nelle figure di Andrea Prando, Luca Luppi e Massimilano Pontarollo, che comporranno il nuovo Cda del prossimo triennio, sotto la direzione di Stefano Bertani e il controllo dei revisori governato dal presidente del Collegio Francesco Zanato. 

La crisi sanitaria causata COVID-19 continua a incidere negativamente sulle attività di impresa – ha affermato il Presidente Andrea Prando nel suo intervento e gli strumenti come i Confidi stanno dando il giusto supporto alle aziende per l’aiuto alla ripresa che forse non sarà proprio così immediata per alcuni settori, ma già si comincia ad intravvedere.

Secondo noi – afferma il Presidente Andrea Prando – è importante che il Decreto legge in corso di definizione contenga misure di semplice applicazione, che siano effettivamente efficaci e immediatamente operative, senza prevedere l’emanazione di una regolamentazione secondaria per la piena operatività, che come si è visto in passato ha causato particolari disagi nelle fasi attuativa.

Dal lato dei finanziamenti garantiti, la prosecuzione della crisi, di particolare profondità soprattutto in alcuni settori economici, rende ineludibile una forte richiesta di una proroga delle misure del DL Liquidità in coerenza con la proroga richiesta all’Unione Europea del Temporary Framework.

Per questo è essenziale, continua Prando, per scongiurare il rischio che le imprese vadano in difficoltà, che la durata dei finanziamenti garantiti venga significativamente prolungata mantenendo invariato il grado di copertura della garanzia pubblica, così da prevedere incentivi adeguati ad allungare i piani di rimborso.

La richiesta avanzata di portare ad almeno 10 anni la durata di tali coperture, va assolutamente sostenuta, ma va considerato che vi sono settori particolarmente colpiti che potrebbero avere urgente necessità di interventi più incisivi, anche modificando le regole europee del Temporary Framework, data la gravità della situazione.

Andrebbero comunque favorite le operazioni di rinegoziazione del debito, attraverso l’utilizzo di idonei strumenti di garanzia offerti da tutti i Fondi di garanzia.

Infine, un latro capitolo oggetto delle richieste nazionali è quello che occorre equiparare le condizioni di accesso alla “Garanzia Italia” a quelle previste per il Fondo di garanzia PMI e ampliare la possibilità di accesso alle misure di sostegno alla liquidità anche alle imprese ammesse a piani di ristrutturazione prima dell’avvio della pandemia e che si sono trovate in difficoltà a rispettare tali piani a seguito degli effetti della pandemia.

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