Ance Verona, Trestini: «Imprescindibile proroga dell’ecobonus 110%»

Dalla proroga dei termini per gli incentivi ne va dello sviluppo del settore edile e anche della sostenibilità in ambito costruttivo. Il punto con Carlo Trestini, presidente Ance Verona.

Dopo un lungo periodo di forte crisi del mercato edilizio il 2029 e i primi mesi del 2020 avevano segnato un trend di ripresa. Improvvisamente la pandemia ha interrotto tutto ciò che era stato messo in campo, segnando negativamente salari e fatturati. 

«La risposta alla prima ondata della pandemia – racconta Carlo Trestini presidente di Ance Verona, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili per la nostra provincia – è stato un grande entusiasmo, sia da parte degli imprenditori che hanno creduto, investito e ripreso a pieno i lavori, sia da parte delle persone che avevano iniziato a mostrate un rinnovato interesse per l’abitazione».

Il settore era dunque ripartito positivamente, raggiungendo importanti numeri di crescita, e la casa aveva ripreso un ruolo di “bene-rifugio”, non solo economico ma anche familiare e sociale, con grande soddisfazione delle imprese. Questa seconda ondata, però, sta segnando in maniera decisiva il settore edile. 

«Questa seconda ondata – commenta Trestini – sta facendo vivere alle persone e agli imprenditori un clima di di grande incertezza, che non è certo l’ideale per poter procedere con gli investimenti futuri. La sicurezza viene a mancare in primis dalla parte amministrativa dello Stato, che stenta a dare garanzie». 

Guardando al 2021 ormai prossimo la speranza è quella di una proroga del bonus 110% per la rigenerazione urbana, strumento essenziale per lo sviluppo e la crescita del settore per i prossimi anni.

«Crediamo sia impellente e necessaria una proroga dei termini in merito al bonus – dichiara Trestini, presidente ANCE Verona -. Sicuramente non può essere un intervento risolto nel 2021, perché solo la macchina burocratica e il bisogno che abbiamo di colloquiare con gli enti che danno le licenze non ci permette di portare a termine i lavori entro il 2021. Deve essere un intervento programmato, servono almeno tre o quattro anni di tempo. Se così sarà avremo un forte incentivo per lo sviluppo del nostro settore di tutto quello che possiamo trainare. Ricordiamo che in Italia l’edilizia muove circa un 25% del PIL. Sarà di fondamentale importanza anche per la sostenibilità, per permettere alle persone di rigenerare edifici e strutture senza dover edificare il nuovo, che è qualcosa di superato. Oggi si rigenera, si riconverte e questo è lo strumento ideale».