Ance Verona: «Necessaria l’apertura prolungata degli sportelli pubblici»

Il presidente di Associazione Nazionale Costruttori Edili di Verona Carlo Trestini ribadisce come «nella Pubblica Amministrazione uno smart working massiccio allo stato attuale sia insostenibile». Ritiene inoltre necessario introdurre il silenzio assenso dopo 60 giorni e ribadisce che occorre un piano di intervento immediato per evitare ricadute economico-sociali.

Carlo Triestini

Il Presidente di Ance Verona Carlo Trestini rilancia quanto recentemente denunciato dal Presidente Nazionale Gabriele Buia. «Abbiamo già visto mesi fa che purtroppo nella Pubblica Amministrazione uno smart working massiccio allo stato attuale è insostenibile. Ritardi, lungaggini e risposte inevase rischiano di bloccare definitivamente centinaia di cantieri sia pubblici che privati, come quelli per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza con il Superbonus 110% che stanno partendo».

«Le imprese stanno facendo di tutto per tenere aperti i cantieri nonostante la maggiorazione dei costi e la minor produzione dovute all’emergenza sanitaria, che ancora gravano sulle nostre spalle – sottolinea Buia – che certo non possono sopportare una pubblica amministrazione non preparata ad affrontare uno smart working intensivo». Occorre dunque un piano di intervento immediato per evitare che siano le imprese a subire un vero e proprio lockdown con fortissime ricadute economico-sociali.

«Cominciamo quindi con l’introdurre orari di apertura prolungata (8/20), su appuntamento senza code e assembramenti, ed estendiamo subito il principio del silenzio-assenso a tutte le procedure autorizzative con controlli ex postper evitare che lo smart working, come abbiamo già detto chiaramente una settimana fa alla Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, si traduca di fatto in un no-working» chiarisce Ance. «Prendiamo esempio dalla Francia che, seppur in lockdown, garantirà comunque l’apertura di tutti gli sportelli pubblici al servizio di cittadini e imprese».

«Sappiamo benissimo e i dati lo dimostrano che non tutti gli uffici hanno un livello di digitalizzazione adeguato, né è stato fatto un piano di formazione e organizzazione specifica del personale che soffre da tempo anche del blocco del turn over. Questa volta – ammonisce il Presidente Ance – non possiamo ripetere gli stessi errori commessi durante il lockdown, quando abbiamo avuto sei mesi per prepararci».

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