Albergatori Verona, Cavara: «Non tutte le strutture supereranno questo momento»

Tra i candidati alla decima edizione del premio Verona Network c’è anche l’Associazione Albergatori di Verona e provincia, nata per dare a tutti gli alberghi associati un sostegno dal punto di vista sindacale, un’assistenza in tutto quello che attiene alle normative, alle disposizioni e ai protocolli necessari all'apertura di nuovi alberghi e alla gestione delle…

Tra i candidati alla decima edizione del premio Verona Network c’è anche l’Associazione Albergatori di Verona e provincia, nata per dare a tutti gli alberghi associati un sostegno dal punto di vista sindacale, un’assistenza in tutto quello che attiene alle normative, alle disposizioni e ai protocolli necessari all’apertura di nuovi alberghi e alla gestione delle strutture già avviate.

«L’Associazione svolge una funzione 360° per dare un supporto all’albergatore in un campo in ci sono parecchie incombenze parecchi i protocolli a cui aderire – spiega il presidente Giulio Cavara –. Ha una funzione quasi vitale per ogni singolo associato».

Sono stati mesi difficili quelli del lockdown, con effetti devastanti soprattutto per il settore turistico, e il futuro non è certo roseo.  «Abbiamo indubbiamente e oggettivamente – commenta Giulio Cavara, presidente dell’Associazione Albergatori di Verona e provincia – pagato il prezzo più alto. Il settore turistico è stato il primo a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire. Siamo consapevoli del fatto che probabilmente non tutte le strutture riusciranno a fare fronte ai mesi difficili che ci aspettano, soprattutto per una città d’arte come Verona che dovrà rinunciare agli aventi musicali cardine dell’estate e che ha già rinunciato, e forse lo farà di nuovo in futuro, ad importanti appuntamenti fieristici internazionali».

Ad oggi molte strutture stanno valutando se valga davvero la pena aprire oppure andare ancora avanti con una chiusura forzata. «Questo – conclude Cavara, presidente dell’Associazione Albergatori di Verona e provincia – potrebbe rivelarsi la scelta migliore in termini di bilancio. Se nel 2021 la situazione non rientra temo che farà una devastazione dal punto di vista imprenditoriale: già riuscire a portare a casa un 2020 in queste condizioni sarà estremamente difficile, se questa situazione dovesse perdurare per tutto il 2021 potrebbe essere un’ecatombe per il nostro settore».

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