Agsm, sfuma l’operazione con Ascopiave

I vertici di Ascopiave e Hera hanno approvato un pre-accordo vincolante che porterà alla nascita di un colosso dell'energia nel Nord Est con un milione di clienti. Fuori dai giochi, quindi, l'alleanza con Agsm.

Ascopiave firma con Hera, escludendo la proposta di Agsm Verona e Aim Vicenza. Tramite tale operazione, siglata lunedì 18 giugno, il Gruppo Ascopiave gestirà circa 775 mila utenti e oltre 12 mila chilometri di rete. L’azienda trevisana diventa così il primo operatore del Triveneto per dimensioni e consolida la sua posizione nel ranking nazionale. Per Agsm, quindi, resta aperta la strada della fusione con Aim. Da stabilire la possibilità o meno dell’allargamento dell’intesa con la lombarda A2A. In Veneto verrebbero così a crearsi due poli opposti dell’energia.

«Per fortuna è sfumata l’operazione Croce-Sboarina, che rischiava di danneggiare più che rinforzare Agsm – commenta il consigliere comunale di Verona Civica Tommaso Ferrari -. Ora si tratta di capire qual è il piano b.» «Le aziende partecipate hanno bisogno di competenza e strategia, non di scambi politici – continua Ferrari – e ora parte o tutta la maggioranza si sta orientando a soluzioni che sembrano molto più “politiche” che di visione ai prossimi dieci anni, come l’in-house che significherebbe scorporare Amia da Agsm

Chiedono chiarezza a gran voce anche dal gruppo consiliare comunale Pd. «Restiamo molto preoccupati per la situazione di stallo in cui versa il gruppo Agsm, che da più di un decennio riceve dal mercato solo due di picche. L’unica intesa finora praticabile, quella con Aim Vicenza, viene tenuta incomprensibilmente nel limbo da parte dei due Sindaci.» L’appello all’amministrazione di Benini, La Paglia e Vallani è alla conclusione del processo di fusione con Vicenza. «Chiediamo anche che Agsm renda finalmente disponibili i verbali con i pareri dei dirigenti sull’operazione Ascopiave appena sfumata».

Le trattative Ascopiave-Hera, destinate a chiudersi il prossimo 31 luglio, porteranno alla formazione di un unico operatore per le attività commerciali delle due società nelle regioni del Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia. Attività che faranno capo alla EstEnergy S.p.a., già oggi detenuta congiuntamente da Ascopiave e Hera, il cui capitale sociale sarà per il 52 per cento nelle mani di Hera e per il 48 per cento ad Ascopiave.

Con questa operazione, Hera taglia il traguardo dei tre milioni di clienti nelle attività commerciali del settore dell’energia, in anticipo rispetto alla data del 2022 prevista dal piano industriale. Ascopiave, dal canto suo, rafforza il proprio ruolo nella distribuzione. Per quanto riguarda la governance del futuro colosso, un patto parasociale disciplinerà così la composizione del Cda di EstEnergy: tre membri nominati da Hera, che designerà l’Amministratore Delegato, e due membri nominati da Ascopiave, che dirà l’ultima sul Presidente e sulla guida del Collegio Sindacale.

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