Cimice asiatica, distrutto il 55% del raccolto di soia

Una stagione magra per gli agricoltori di soia del Basso Veronese che a causa dell’invasione della cimice asiatica hanno visto dimezzare i propri raccolti. A dirlo sono Cia e Confagricoltura che presentano le loro analisi.

“La stagione era partita benissimo – spiega Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -, con una primavera fresca e piovosa che aveva fatto crescere molto bene le piante. Poi la cimice ha colpito duramente le coltivazioni, tanto che quando abbiamo cominciato a trebbiare ci siamo accorti che molti bacelli erano vuoti”.

La stima presentata da Cia Verona, é di una perdita media del raccolto del 55%. “Dove l’insetto ha attaccato le piante, anche i chicchi integri hanno avuto dei danni – spiega Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona- Il prezzo, anche a causa di questa calamità, è precipitato dai 430-450 euro a tonnellata a 330-340. Quindi un tonfo della redditività e una grande preoccupazione per il futuro, perché la cimice continua a diffondersi sempre di più e non abbiamo al momento nessun strumento per contrastarla”.

La superficie coltivata a soia in Veneto nel 2017 , rivelano i dati  di Veneto agricoltura, si è attestata a circa 154.700 ettari. Venezia si conferma la prima provincia per investimenti, seguita da Padova, Rovigo, Treviso , Verona, con 14.600 ettari e Vicenza.

Nonostante la piaga della cimice colpisca le coltivazioni di soia, anche quelle di altri cereali, come ad esempio il mais, sembrano avere qualche difficoltà : “Da anni abbiamo il problema delle micotossine, prodotte da funghi parassiti delle piante, contro il quale non si può fare nulla – spiega il presidente di Cia, Lavagnoli –  Anche in questo caso il prezzo è stato sotto i costi di produzione, dai 180 ai 200 euro a tonnellata. Per quanto riguarda il grano, invece, le produzioni sono state del 10-15% in meno, con un prezzo basso tra i 160 e i 185 euro a tonnellata”.