Agriturismi, il pranzo di Pasqua arriva a domicilio

Dopo il via libera della Regione Veneto le strutture veronesi si stanno organizzando per preparare pasti preconfezionati, a spese zero di consegna per andare incontro alle famiglie.

Giovanni Ederle
Giovanni Ederle, dell’agriturismo Corte San Mattia, sulle Torricelle

Confagricoltura accoglie positivamente il via libera agli agriturismi da parte della Regione Veneto, annunciato dall’assessore al turismo Federico Caner, per le consegne a domicilio della spesa e di pasti preconfezionati. Si tratta di una deroga alla legge regionale concessa in seguito all’emergenza Covid-19, che ha paralizzato l’attività turistica delle strutture portando in molti casi anche a zero il fatturato.

«È una buona notizia, che ci dà un piccolo aiuto in un momento per noi estremamente difficile- sottolinea Alessandro Tebaldi, presidente di Agriturist Verona -. Per gli agriturismi che hanno attività di vendita e ristorazione vengono semplificate le procedure, dando la possibilità di poter continuare l’attività, seppure in maniera ridotta. In questo modo si va anche incontro ai bisogni della popolazione, che in questo momento non si può muovere o si muove il minimo indispensabile, portando prodotti buoni dai campi direttamente a casa e spesso a costi zero di consegna. Ora speriamo che arrivino anche i contributi messi a disposizione dal governo per gli agriturismi che hanno solo alloggio, anche se si tratterà di piccole cifre».

Alberto Sartori, titolare dell’agriturismo La Pila di Villa Bartolomea, è tra questi: «Attualmente siamo bloccato, oltre che dall’emergenza, anche dalla burocrazia. Nell’ultimo decreto nelle attività indispensabili sono state incluse quelle alberghiere, ma non gli agriturismi. Ci dicono che il tutto sia causato da un codice sbagliato e ci auguriamo che così sia, perché in questo momento potremmo comunque dare alloggio a molte categorie di persone: dai medici e infermieri che arrivano in forza negli ospedali al personale delle imprese impegnate al Nord. Ce lo auguriamo, perché le prenotazioni fino a maggio sono saltate e temiamo che in estate vengano a mancare le presenze straniere».

Intanto c’è chi si è organizzato molto bene con le consegne dei prodotti a domicilio e ora partirà con quella dei pasti. «Abbiamo allestito un menu giornaliero che prevede pasta e pane fatto in casa, zuppe e secondi con formaggi e carne delle nostre aziende agricole veronesi – spiega Giovanni Mattia Ederle, dell’agriturismo Corte San Mattia – Per Pasqua e Pasquetta stiamo mettendo in piedi un pranzo che va dall’antipasto al dolce, e che comprende perfino l’arrosto di pecora brogna e l’immancabile agnello. Come dolci porteremo nelle case le colombe dell’associazione Admor-donatori di midollo osseo e ricerca di Verona, il cui ricavato va tutto in beneficienza. Devolveremo alla sanità pubblica il 20 per cento delle vendite dei vini di qualità superiore. Abbiamo già molte richieste: ci sono figli che vogliono regalare il pranzo ai genitori che vivono in un altro quartiere e chi vuole ordinare la cena per la fidanzata che si trova in quarantena. Per quanto riguarda i prodotti, questa emergenza ci ha portato a mettere in piedi delle vere e proprie “reti d’impresa” per l’emergenza: facciamo da collettore per i prodotti di altre aziende, come i formaggi della Lessinia e le verdure di altre aziende agricole, e le consegniamo con i nostri mezzi in tutta la provincia. Un servizio per il quale riceviamo un sacco di ringraziamenti».

Anna Rizzi, dell’azienda Seiterre di Salionze sul Mincio, sta preparando le consegne dei vini per Pasqua di vino e birra, con consegna domicilio a spese zero per andare incontro ai consumatori nel momento di grande difficoltà. “Stiamo facendo di necessità virtù dando slancio all’e-commerce, colmando il gap con i competitor del Nord Europa. Un modo per far conoscere i nostri vini italiani e anche di vendere direttamente i prodotti nel proprio territorio”.