Aermec, Riello: «Ora serve garantire serenità ai collaboratori»

Dopo il record storico dello scorso anno in termini di fatturato, pari a 270 milioni di euro, Alessandro Riello, presidente di Aermec spa, racconta gli obiettivi e i progetti futuri dell’azienda.

Nasce nel 1961 con il nome di Riello Condizionatori quella che oggi conosciamo come Aermec, prima in Europa ad occuparsi del mondo della climatizzazione. «Provenivamo dalla famiglia del riscaldamento e dei bruciatori – racconta Alessandro Riello – il benessere l’abbiamo sempre avuto nel DNA. Mio padre fondò allora la Riello Condizionatori, prima per produrre apparecchiature per conto terzi e poi dando vita ad una propria rete distributiva chiamata Aermec che è oggi il nome dell’azienda stessa».

Aermec oggi è presente in 60 paesi e opera ormai in quasi tutto il mondo con prodotti destinati per il 50% al mercato italiano e per il restante 50% all’esportazione. «Quello che ci caratterizza, la sfida che abbiamo lanciato, è il fato di essere un’azienda italiana nella manifattura: esportiamo in tutto il mondo e abbiamo sedi commerciali in molti paesi però tutto quello che viene prodotto da Aermec è prodotto in Italia. Ci sentiamo un’azienda profondamente italiana, profondamente radicata nel territorio, e tali vogliamo rimanere; tutti i nostri concorrenti purtroppo sono stati venduti e oggi appartengono a multinazionali estere, dell’estremo Oriente, del nord Europa o degli Stati Uniti: Aermec è l’ultima azienda italiana con una famiglia italiana di imprenditori che ancora la guida».

Una realtà che non si è fermata neanche durante i mesi di emergenza sanitaria, lavorando per il mondo ospedaliero e per quello delle telecomunicazioni. Ora la produzione ha ripreso regolarmente ma la situazione, lamenta Riello, non è sicuramente facile.

«L’anno scorso abbiamo raggiunto il nostro record di giro d’affari – racconta Riello – superando i 270 milioni euro di fatturato. Quest’anno le prospettive sono quelle di cercare di mantenere un’azienda in equilibrio: lo facciamo per l’impresa, per i circa 800 collaboratori di Aermec e per i collaboratori di tutto il gruppo Giordano Riello International, con i quali superiamo quota 1700. La preoccupazione è quella di mantenere saldi i fondamentali dell’impresa e di consolidare le varie posizioni sui mercati dove siamo presenti per garantire un futuro di serenità a tutti coloro che lavorano con noi. Non è facile perché questa non è una situazione solo italiana: penso che potremmo farcela considerando però una situazione in divenire».