A Verona quattordici abilitazioni per aprire una fattoria sociale

Dalla vendemmia dei senior alla pet therapy con gli animali di corte fino al rapporto interattivo con i cavalli: i quattordici allievi che hanno sostenuto il corso di formazione per aprire una fattoria sociale hanno esposto le loro idee creative.

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Sono quattordici i nuovi imprenditori agricoli veronesi abilitati ad aprire una fattoria sociale. Si è svolto nei giorni scorsi il colloquio online degli agricoltori che hanno seguito il corso per aprire una fattoria sociale, organizzato da Impresa Verde Verona, l’ente di formazione della Coldiretti provinciale.

A causa della pandemia – spiega Coldiretti Verona – sono aumentati i casi di disagio sociale come stress, ansia, senso di incertezza, sindrome da isolamento: diverse le patologie con cui il sistema socio-sanitario dovrà confrontarsi anche nei prossimi mesi. In soccorso arrivano gli quindi gli imprenditori agricoli delle fattorie solidali che hanno ideato progetti per l’inserimento in agricoltura, assistenza e cura delle persone più fragili. Tra le fasce deboli si possono distinguere malati psichici, disabili, emarginati, carcerati: ora con il Covid19 l’incremento dei nuovi profili più vulnerabili è una realtà. Gli imprenditori agricoli hanno letto le nuove dinamiche espresse dalla società mettendo in campo progetti per l’integrazione ad ampio raggio d’azione.

I quattordici allievi che hanno sostenuto il colloquio finale del corso di formazione, alla presenza del funzionario della Regione del Veneto Jacopo Testoni insieme alla coordinatrice di Coldiretti Verona, Stefania Barana, hanno illustrato le loro idee creative: dalla vendemmia dei senior delle case di riposo alla gestione del parco comunale affidata ai portatori di handicap, dai carcerati orticoltori alla pet therapy con gli animali di corte fino al rapporto interattivo con i cavalli.

«Il successo delle adesioni agli interventi di formazione – commenta Daniele Salvagno, presidente provinciale di Coldiretti – è la conferma dell’accoglienza e ospitalità della famiglia contadina, caratteristiche insite nel dna della tradizione rurale. Il settore agricolo non produce solo cibo per la comunità, si occupa anche di servizi per dare dignità alle persone svantaggiate. In tutto questo non c’è solo un valore intrinseco ma un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, della sicurezza alimentare e qualità della vita».

Il Veneto – spiega Coldiretti – ha legiferato riconoscendo, come prima regione d’Italia, la valenza delle imprese agricole che aprono le proprie porte a percorsi educativi e riabilitativi per anziani, detenuti, malati psichici, etc inserendole tra le realtà autorizzate ed accreditate nella rete del welfare pubblico privato in grado di offrire risposte nelle situazioni di bisogno. Dal 2015 ad oggi 345 operatori del mondo agricolo si sono formati per avviare nella propria azienda anche attività di solidarietà sociale: dai micronidi agli ospizi di campagna, dalla scuderia sociale al pronto intervento anti bullismo sono molteplici le attività assistenziali per il benessere personale.