98° Arena di Verona Opera Festival: 193mila spettatori e 15 milioni d’incasso

Si è tenuta questa mattina nella sede di Confcommercio Verona la conferenza stampa di presentazione del bilancio del Festival areniano 2021. Cresce anche la vendita di biglietti grazie ai social.

La conferenza stampa nella sede di Confcommercio Verona.
La conferenza stampa nella sede di Confcommercio Verona.

«La Stagione lirica 2021 si è conclusa con grandi risultati, soprattutto se contestualizzati con la fase pandemica purtroppo tuttora in corso», ha esordito così il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena nella conferenza stampa di questa mattina nella sede dell’Associazione per presentare i dati sull’indotto garantito dal 98° Arena di Verona Opera Festival.

«Un successo frutto del gioco di squadra di istituzioni e imprese, iniziato con la richiesta, soddisfatta, di aprire l’Anfiteatro Areniano a 6.000 spettatori e proseguito con la capacità messa in campo di promuovere adeguatamente gli eventi sui canali tradizionali e non. Tra Festival lirico e concerti di musica leggera, il sistema Verona ha ripreso a respirare: un grazie va a sindaco, sovrintendente, alla Fondazione e al suo consiglio di indirizzo. Secondo una ricerca dell’Università di Verona si stima che tra indotto diretto e indiretto, Fondazione Arena produca in una stagione normale un impatto di oltre 500 milioni di euro sull’economia del territorio: in questa, l’indotto supererà i 300 milioni di euro».

I numeri evidenziano che nelle 43 serate ben 30 hanno fatto registrare sold-out per un totale di 193.904 biglietti venduti e un incasso di 15.298.659 euro con  un aumento delle vendite su web persino sul 2019, ultimo anno pre-pandemia; cresce anche il numero delle persone che hanno visto i  contenuti sui social e sul sito web con 3,6 mln di euro di biglietti venduti attraverso le campagne social.

green pass Arena di Verona
Arena di Verona. Foto di Laura Ferrari / Fondazione Arena di Verona

«Grazie al Festival lirico, l’estate ha consentito una ripresa del volume di affari dei pubblici esercizi, dai ristoranti ai bar, dalle gelaterie alle pasticcerie, che hanno beneficiato anche della ripartenza del settore ricettivo della città e dalle escursioni dal vicino lago di Garda – il commento del presidente di Fipe-Confcommercio Verona Paolo Artelio – Il nostro settore però, interessato e penalizzato fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria dai provvedimenti governativi anti-Covid, è ancora in stato di sofferenza. Ma il 98° Arena di Verona Opera Festival ha avuto l’effetto di un carburante nei motori delle imprese, da troppo tempo fermi e imballati».

Federalberghi Verona, rappresentata dal vicepresidente Alessandro Tapparini e dal consigliere Gianni Zenatello ha esposto i dati rilevati da Cooperativa Albergatori Veronesi-VeronaBooking presieduta dallo stesso Tapparini: in centro storico l’occupazione media delle camere ha toccato nel periodo del Festival (22 giugno-4 settembre) il 66,4% contro il 31,3% del 2020 e l’81,9% del 2019 «a dimostrazione dell’importanza strategica della Stagione Areniana»; in ripresa sul 2020 anche le tariffe medie che restano comunque al di sotto di quelle del pre-Covid.

Importante anche l’analisi delle provenienze che mostra il forte incremento estero: gli ospiti italiani sono stati il 44,8% con un calo di quasi 25 punti sul 2020 e una concentrazione a inizio e fine stagione lirica; crescono invece sul 2020 le presenze tedesche (13,6%, +5%% sullo scorso anno), da Francia (3,8%, +0,8%), Paesi Bassi (3%, vale a dire +1,5), Svizzera (3%, +1,2%) e Austria (2,6%, +1%). “Mancano all’appello la clientela russa e quella britannica a causa delle restrizioni agli ingressi in Italia”, hanno fatto presente Tapparini e Zenatello. Tra le new entry nelle provenienza la Serbia mentre i clienti statunitensi stanno raggiungendo i livelli di presenze pre-Covid.

In leggera ascesa sul 2020 anche la durata del soggiorno medio: «Va peraltro sottolineato che ben il 50% delle prenotazioni sono arrivate negli ultimi 7 giorni rispetto alla data di arrivo del turista e circa un 22% con preavviso da 7 a 30 giorni; oltre il 70% delle prenotazioni sono state quindi last minute”, il commento di Federalberghi Verona. “Ciò riduce enormemente la possibilità per gli hotel di organizzarsi al meglio con l’ottimizzazione delle tariffe, gli approvvigionamenti degli alimentari più deperibili  e i turni delle risorse interne come lo staff della reception, delle pulizie… La qualità alberghiera, comunque, non è venuta meno ma ciò è costato sforzi colossali».

Zenatello ha puntualizzato che «questi dati fanno pensare a una ripartenza ma vanno contestualizzati e ragionati in un lasso di tempo annuale: Verona vive di un turismo di 12 mesi e non stagionale grazie alla forte presenza del comparto business e agli investimenti intrapresi negli ultimi anni per destagionalizzare. Di conseguenza, il nostro turismo nel 2021 risente di sei mesi a dato zero cui sono seguiti poco più di due mesi con buoni risultati che speriamo vengano ora confermati alla fine dell’anno grazie agli eventi e alle rassegne fieristiche in programma sul territorio. Verona, in sostanza, vive di diversi turismi. E le ferite causate dall’emergenza sanitaria, come per tutte le città d’arte, sono ancora aperte».

«L’estate ha dato sollievo e assicurato una iniezione di fiducia alle imprese del terziario di mercato di Verona e provincia – ha detto il Dg di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso – ma questi sono dati congiunturali che dovranno essere confermati dall’autunno e dall’inverno, sperando non ci siano ulteriori stop and go causati dalla pandemia. Confidiamo si definisca al più presto una linea d’azione legata al green pass che non penalizzi ulteriormente commercio, turismo e servizi».

«I numeri del Terziario sono molto lusinghieri e rappresentano l’obiettivo a cui volevo arrivare – commenta il sindaco e presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina -. Il ritorno dei turisti e la conferma internazionale del nostro Festival sono il frutto del grande sforzo fatto da Fondazione a partire da marzo, quando con coraggio abbiamo programmato una stagione estiva nell’incertezza più totale. Non si sapeva se gli spettacoli sarebbero stati permessi e nemmeno la capienza dell’Arena. La mia modalità amministrativa ha tre parole d’ordine: visione, programmazione, esecuzione. In questo modo abbiamo lavorato sodo e oggi si conferma il volano economico dell’anfiteatro, che per Verona significa stagionalità. L’estate ha gli spettacoli con il Festival e il teatro Romano, poi la stagione autunnale/invernale con le grandi fiere. Per questo è stato fondamentale la visione, la programmazione e l’investimento sui nostri tre asset: Fiera, Fondazione e aeroporto». 

«Sapevamo che questo Festival sarebbe stato una sfida”, l’intervento di Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena di Verona. “Lo è stato annunciarlo già nel 2020 in piena pandemia, confermarlo a febbraio, ridisegnare l’assetto dell’Arena e creare allestimenti tutti nuovi nel rispetto delle misure sanitarie per lavoratori e pubblico. E ringrazio di cuore entrambi: le nostre maestranze artistiche, tecniche, amministrative e gli spettatori». 

«Il ritorno del pubblico – ha proseguito Gasdia – non era affatto scontato: siamo stati pionieri nella rinascita culturale del Paese e quasi duecentomila curiosi ed appassionati sono gradualmente tornati a riempire il nostro Anfiteatro, in salute e sicurezza, portando a 30 serate su 43 completamente esaurite. L’entusiasmo e l’impegno che questa Direzione condivide dal 2018, gli sforzi di questi mesi, il sostegno fondamentale di mecenati, aziende, ordini e privati confluiti nelle 67 colonne, sono stati ripagati da risultati al di sopra delle nostre aspettative: il legame indissolubile tra la città e il suo Teatro va proseguito e protetto, ora più che mai, con tutte le nostre forze».

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