Viaggiatori&migranti, l’ultimo appuntamento in Sala Africa
Il Festival mescola gli sguardi di registe e registi italiani e africani che indagano sul viaggio, le identità, le appartenenze e le storie. Venerdì 10 maggio alle ore 20.30, presso la sala Africa dei missionari comboniani di Vicolo Pozzo, verranno proiettati due film: “Giocherenda”, il cortometraggio di Letizia Gullo e Dagmawi Yimer, che sarà ospite in sala, e il lungometraggio di Luisa Porrino, “Porto il velo, adoro i Queen”.
Palermo è da sempre un laboratorio di convivenza tra popoli. Crocevia di uomini e donne che hanno costruito e attraversato la città, e le hanno regalato un volto di multiculturalità. Non è un caso che proprio qui sia nato “Giocherenda“, un collettivo artistico di ragazzi immigrati che si ispira a una parola della lingua pular, il cui significato è solidarietà, forza che scaturisce dall’unione, gioia del fare insieme.
“Porto il velo, adoro i Queen“, invece, prende il nome dal libro di Sumaya Abdel Qader la giovane blogger diventata la prima musulmana eletta consigliera al Comune di Milano. In questo lungometraggio Sumaya è insieme ad altre due ragazze, musulmane e velate come lei, Takoua Ben Mohamed, romana-tunisina, autrice di fumetti e graphic novel, e a Batul Hanife, psichiatra trentina con genitori siriani.
La quotidianità e le parole delle tre donne fanno luce su pregiudizi e stereotipi che ostacolano la comprensione di un mondo poliedrico: l’Islam. Sumaya, Takoua e Batul affrontano i temi che da anni infiammano il dibattito sulle relazioni tra il mondo musulmano e occidentale, a partire dall’incerto esito delle Primavere Arabe, fino al crescente sentimento islamofobo.
Ospite della serata Dagmawi Yimer. Nato e cresciuto ad Addis Abeba, lascia il suo paese in seguito ai gravi disordini post-elettorali del 2005 che portarono all’uccisione e al ferimento di centinaia di giovani. Dopo un lungo viaggio attraverso il deserto libico e sul Mediterraneo, sbarca a Lampedusa il 30 luglio 2006.
A Roma, nel 2007, realizza insieme ad altri cinque migranti il film “Il deserto e il mare”. Successivamente è co-regista con Andrea Segre e Riccardo Biadene del film documentario “Come un uomo sulla terra” (2008). Nel 2011 ha realizzato “Soltanto il mare”, un atto d’amore nei confronti di Lampedusa, e nel 2013 “Va’ pensiero, storie ambulanti”, il racconto incrociato di due aggressioni razziste a Milano e Firenze. L’ultimo documentario di Yimer “Cesare, l’ultimo pastore” racconta la vita di uno degli ultimi pastori delle montagne lombarde, ed è stato realizzato dal regista etiope in collaborazione con Giulio Cederna.
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