Veronetta e le sue notti (in)quiete

Si apre all’arte, e con l’arte, il quartiere a sinistra dell’Adige: durante i giorni di ArtVerona Veronetta sarà invasa dagli artisti e dai loro progetti, pensati per riscrivere le sue vie e i suoi luoghi più amati.

Di Chiara Boni

VERONETTA ha le sue regole e i suoi ritmi, e magari tre serate non bastano perché tutti possano conoscerli e apprezzarli. Ma dal 13 al 15 ottobre, il Festival Veronetta, evento off di Art Verona, ci proverà lo stesso: i muri scrostati, le crepe nelle facciate, i marciapiedi un po’ pericolanti, le strade trascurate saranno protagonisti inaspettati di questa gemma di creatività, quest’anno alla seconda edizione.

 

UNA “mostra-non-mostra”, l’hanno chiamata, perché l’evento sfrutterà un sistema espositivo non tradizionale, dentro il quale gli artisti e le loro creazioni potranno nascere e crescere in modo nuovo. Dodici in totale i nomi selezionati (tra i quali figurano Paola Angelini, Fabrizio Bellomo, Nero, Roxy in the Box e Jonathan Vivacqua), dodici installazioni chiamate a riscrivere un ecosistema precario, quello di Veronetta, e i suoi quotidiani protagonisti. La seconda notte di quiete, questo il titolo dell’evento curato da Christian Caliandro con il supporto organizzativo di Eleonora Raspi, si propagherà da via XX Settembre per tutto il circondario. Bar, negozi, osterie saranno gli spazi insoliti che gli artisti abiteranno precariamente per la durata del festival, con l’intento di far uscire alla luce qualità e vocazioni di uno dei quartieri più vivi e interessanti, ma meno apprezzati, di Verona.

 

ACCANTO a La seconda notte di quiete, realizzato in collaborazione con MyHomeGallery, a Veronetta darà voce anche la quarta edizione di Path Festival, la rassegna di musica e cultura elettronica promossa dall’associazione Morse. Il tema dell’edizione 2017, condensato nell’hashtag #fleshdance, prenderà vita nel corso di live performance, dj set, workshop, talk e installazioni, per indagare in ambito musicale come il digitale incontra e ridefinisce l’umano. Il momento conclusivo del Path Festival consisterà in uno sleep concert, curato da Nicola Ratti, per chiudere simbolicamente la rassegna con un’esperienza di ascolto semi-cosciente, in cui il corpo possa abbandonarsi ed abbandonare il suo ruolo centrale, dando spazio ad una modalità di ascolto più rilassata ed onirica.

 

IL CIVICO 13 di via XX Settembre, invece, durante i giorni di ArtVerona diventerà la dimora di tre artisti e dei loro progetti: Benn Bosetto, con “Flush away flush anyway, like a pile of ironic ruins”, Gabriele De Santis, che proporrà il suo “Segno e Disegno –  Portrait of a portrait of a Portrait” e Helena Hladilová, invitata dall’art project Treti Galaxie, con Le Ferseodi. L’evento, proposto dalla Collezione De Iorio, verrà inaugurato venerdì 13 ottobre alle 19.30.

 

A POCHI passi da qui, al civico 31, saranno gli spazi di Isolo17 Gallery ad ospitare la personale di Stefano Scheda, Looking for the body, una mostra dedicata alla relazione tra corpo e architettura, curata da Leonardo Regano. Costanti nell’espressione artistica di Scheda, il corpo e l’architettura saranno indagati anche alla luce di questioni di carattere sociale. In mostra sono presenti alcuni passaggi significativi di questo suo percorso: il corpo non riconoscibile; il corpo svelato; il corpo riflesso presente/assente; il corpo contaminato/ibridato; il corpo impossibile; il corpo traslato nell’animale.

 

E PROSEGUIRÀ anche la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Verona, che con l’evento First Step 8 presenterà i lavori di 14 tra i suoi migliori studenti, anteprima di ciò che sarà proposto a novembre nel circuito delle gallerie d’arte di Verona, a cura di Marta Ferretti. L’appuntamento con l’ABA è al Canoa Club di Corte Dogana 6, dal 12 ottobre fino al 12 novembre.