Verona Risuona, The Act of Touch stasera al Giardino Giusti

Foto di Jacopo Salvi
Foto di Jacopo Salvi

Giovedì 30 maggio alle ore 21.00 il Giardino Giusti ospita la performance The Act of Touch di Jacopo Mazzonelli e Matteo Franceschini, in arte Tovel e, non ultimo, Leone d’Argento 2019 alla Biennale Musica di Venezia. La performance, già presentata in occasione della personale di Jacopo Mazzonelli To be played at maximum volume presso il MART / Galleria Civica di Trento, viene accolta ora a Verona in una cornice magica e romantica, il Giardino e Palazzo Giusti, famosi per la visita di Goethe durante il Gran Tour e per l’incantevole giardino all’italiana.

«La performance sarà realizzata grazie al particolare utilizzo di sette pianoforti verticali del secolo scorso, disassemblati, riassemblati e modificati per suonare una sola nota della scala musicale: sette pianoforti per sette note» ci spiega Jacopo Mazzonelli. «Il mio lavoro si basa sulla realizzazione di nuovi strumenti musicali o sull’impiego di strumenti musicali esistenti che poi viro, modifico, riassetto. Questi sono pianoforti che ho raccolto negli anni e provengono un po’ da tutta Europa, ognuno con una sua storia» continua. «Sono stati raccolti pensando a questo tipo di performance, ma ogni pianoforte è un’opera d’arte a sé».

Foto di Jacopo Salvi

Come è riuscito a interagire con la partitura di Matteo Franceschini?
La partitura musicale si è sviluppata in un secondo momento, quando tutti i pianoforti erano stati realizzati. È stato un lavoro sinergico in cui Matteo Franceschini ha lavorato pensando esclusivamente a questi sette pianoforti, che verranno suonati da due performer, e il cui suono viene elaborato in tempo reale dal compositore in scena che darà la direzione musicale.

Quale sarà l’effetto?
La partitura mette in rilievo la particolarità degli strumenti, le diverse modalità di approccio agli stessi, che vengono esplorati, grattati, graffiati, studiati attraverso altri dispositivi in un ampio corollario di possibilità espressive. Insieme abbiamo sviluppato anche la parte scenica con tutta una serie di luci collegate ad ogni pianoforte.

Matteo Franceschini, quali sono gli più aspetti innovativi di questa performance?
«Io seguirò la parte elettronica della partitura» sottolinea il neo Leone d’Argento. «Quindi, in tempo reale catturerò le note dei pianoforti e trasformerò il suono quasi in una forma tridimensionale, più espansa, di queste sette note, di queste sette entità e personaggi. È stato un lavoro estremamente interessante che ha richiesto un lavoro di tre anni»

Foto di Jacopo Salvi

E come ha accolto la notizia della nomina a vincitore del Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia?
È stata una bellissima sorpresa, inaspettata. Una telefonata del direttore artistico Ivan Fedele che mi ha annunciato questa bellissima notizia: la commissione presieduta dal direttore della Biennale Paolo Baratta aveva scelto me per il Leone d’Argento. Inoltre, le motivazioni che la commissione ha sottolineato, ovvero l’interesse verso linguaggi e grammatiche musicali diverse a cui si abbina l’aspetto performativo e il doppio ruolo di compositore e di interprete, mi hanno fatto ancora più piacere.

Le opere di Jacopo Mazzonelli [ABCDEFG, 2015-2016, pianoforti verticali assemblati, dim. variabili] sono parte di Collezione privata Verona, che le concede in gentile prestito agli esecutori, e resteranno in esposizione nelle sale dell’Appartamento 900 del Giardino Giusti dal 02 al 30 giugno 2019 per la mostra HIDDEN SOUND ROOMS (ingresso soggetto a pagamento di biglietto d’accesso al Giardino Giusti).

Foto di Jacopo Salvi

La performance di Jacopo Mazzonelli e Matteo Franceschini si inerisce nella XIV edizione di Verona Risuona – riconversione sonora di spazi urbani – festival diffuso dedicato alle contaminazioni tra arte e musica, organizzato dall’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di Verona e l’Accademia di Musica e Teatro di Göteborg. L’iniziativa è proposta da Spazio Cordis per il ciclo Ectopie e sostenuta da AGI Verona Associazione Culturale e Lorenzo Lomonaco con la courtesy di Paolo Maria Deanesi Gallery (Trento), Galleria Giovanni Bonelli (Milano – Pietrasanta) e Collezione privata Verona.

Partecipazione gratuita previo accredito obbligatorio al link