Verona Mountain Film Festival, perché andarci

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Cinque giornate per promuovere e valorizzare le cosiddette “terre alte”. Si svolge dal 28 febbraio al 4 marzo, presso l’Auditorium della Gran Guardia, la seconda edizione del Verona Mountain Film Festival – festival internazionale del cinema di montagna”.

di Marco Menini

Esploratori, diciamo a voi. Voi che amate il brivido, l’arrampicata, l’alpinismo. Anche quest’anno avete l’opportunità di osservare le montagne attraverso lo sguardo di registi provenienti da tutto il mondo. Venti le pellicole proiettate, tra corti, medi e lungometraggi, più cinque opere selezionate sul tema dei “Grandi alpinisti”. Storie che vanno raccontate insomma, e che narrano le singolari avventure sulle vette più aspre del nostro arco alpino. In programma per le cinque giornate dal 28 febbraio al 4 marzo presso l’Auditorium della Gran Guardia a Verona, la manifestazione mette il focus sull’alpinismo, lo sport millenario che prende il nome dalle catene montuose del nord Italia. Elemento centrale della kermesse sono le storie, le difficoltà e le grandi emozioni che gli alpinisti provano durante una scalata.

Verona Mountain Film Festival nasce nel 2016 con il fondamentale sostegno delle sezioni CAI (Club Alpino Italiano) di Verona, Legnago, San Bonifacio, Caprino Veronese, il Gruppo Escursionistico Alpino Cai Zevio e il Gruppo Alpino Scaligero Verona e con la Direzione Artistica dell’Associazione Montagna Italia. Sesto di una serie di appuntamenti organizzati dall’associazione, quello di Verona guarda alle alture che per la loro storia e la loro bellezza, sono diventate patrimonio dell’Unesco: le Dolomiti. La rassegna insegue tutto l’arco alpino, da Bergamo alla Svizzera, passando per il Milano Mountain Film Festival. Durante l’anno passa di città in città per fare luce su questi colossi del pianeta Terra, ancora per la maggior parte inesplorati. Ma passiamo a noi. L’edizione veronese racconta di spedizioni estreme, come quella dell’Alta Via delle Leggende, il cammino d’alta quota sulle Dolomiti, con l’omonimo film (lungo “solo” due intensi minuti) realizzato da Umberto Guerra. Il regista mostra qui alcune delle più imponenti vette dolomitiche, come il Gruppo del Sella, la Marmolada e le Pale di San Martino, contrapponendo alla realtà ciò che lui immagina di vedere. Un dualismo che permette di comprendere i sentimenti che l’esploratore prova, mentre scala la cima.

Proiettate durante l’evento, anche pellicole che ci accompagnano fuori dai confini italiani, per atterrare in Groenlandia, con Between Heaven and Ice, del regista italiano Federico Modica. Equilibrio e concentrazione, queste le doti che emergono dai movimenti difficili dei protagonisti. Gli atleti documentano, infatti, la scalata degli iceberg che galleggiano sull’acqua, dal fissaggio della fune fino all’attraversamento, camminando su di una highline, sospesi nel vuoto. Poi storie italiane dall’Himalaya, con Himalayan last day, di Mario Vielmo, per scendere di altitudine al Nanga Parbat, la nona montagna più alta al mondo, con il lungometraggio Verso l’ignoto di Federico Santini. Una rassegna, quella di Verona Mountain Film Festival, che si rivela quindi sportiva e movimentata, adrenalinica, si potrebbe azzardare.

Da vedere, secondo noi

1 | Bhagirathi IV Game on

di Arianna Colliard 2016, Italia, 38’, l. italiana, Produzione Iceberg Film

Bhagirathi

 

2 | K2 and the invisible footmen

di Iara Lee 2015, Pakistan-Usa-Brasile, 54’ l. balti-Urdu-inglese-portoghese con sott. in Italiano Produzione Caipirinha

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3 | Grimpeurs

2015, 86’, film di Andrea Federico, Produzione Out Cinema, con gli alpinisti P. Mazeaud e W. Bonatti

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Qui il programma

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