Un Tocatì 2025 difficile da battere: l’energia dei Māori ha travolto Veronetta

Redazione

| 22/09/2025
Si è conclusa ieri la 23esima edizione del Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada, con ospiti d’onore i Māori della Nuova Zelanda.

La ventitreesima edizione di Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada ha trasformato per tre giorni il quartiere di Veronetta in un palcoscenico a cielo aperto. L’edizione di quest’anno, che ha visto protagonista la presenza del popolo Māori, ha confermato ancora una volta Tocatì come un appuntamento di richiamo internazionale: migliaia di persone, di ogni età e provenienza, hanno animato le strade liberate dal traffico per l’occasione, in un’atmosfera di festa, condivisione ed entusiasmo contagioso, dove l’energia e la vitalità dei partecipanti hanno reso vivo ogni angolo del quartiere.

La cultura Māori ha saputo incantare e coinvolgere sin dalla cerimonia inaugurale di venerdì nella potente e suggestiva Piazza XVI Ottobre (per la tradizione veronese Santa Toscana), grazie ai canti e alle danze tradizionali. Le emozioni sono proseguite fino alla conclusione del Festival, con una cerimonia che ha catturato l’attenzione di un pubblico gremito, al ritmo di un entusiasmo collettivo capace di commuovere e unire spettatori e protagonisti in un unico abbraccio simbolico.

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Il pubblico è stato coinvolto con entusiasmo nei giochi tradizionali Māori, come Pūkana, una sfida di ritmo, riflessi ed espressività che ha unito adulti e bambini in un coro di voci e risate. Momenti particolarmente suggestivi con il Te Whai Wawewawe a Māui, l’antico gioco del filo presentato dai giovani Māori, in cui le mani intrecciate disegnavano stelle, canoe e montagne: un sapere tramandato di generazione in generazione. L’incontro si è arricchito quando alcune signore veronesi hanno riconosciuto in quei gesti il ricordo dei loro giochi d’infanzia, condividendolo con i giovani ospiti. Un episodio semplice ma straordinario, che ha mostrato come il gioco sappia superare confini e generazioni, creando ponti tra culture lontane e costruendo veri e propri spazi culturali, dove tradizioni diverse si incontrano e si riconoscono.

L’emozionante Kapa Haka, i potenti canti e le danze viscerali hanno incantato il pubblico, lasciandolo senza fiato e senza parole. Grande successo anche per lo show cooking Māori che ha aggiunto un sapore genuino a un’esperienza indimenticabile e per “La pellicola che ti tocca”: Bridge Film Festival, in collaborazione con il Maoriland Film Festival, la Fondazione Piccolo America e l’ICPI – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Mic, hanno reso omaggio all’ospite d’onore con una selezione di cortometraggi e lungometraggi in grado di avvicinare lo spettatore a una visione autentica e identitaria della cultura Māori.

Accanto alla cultura ospite, i giochi della tradizione italiana hanno richiamato come sempre una grandissima partecipazione. Apprezzatissimi il Pirlì della Val Cavallina, la Schida di Guidizzolo, il Tamburello a rete del mantovano e il Cornhole del Piemonte. Hanno appassionato il pubblico la Morra cantata e le avvincenti sfide dello Zugo de l’Ovo. Grande affluenza anche per i giochi da tavoliere e di strategia come Scacchi, Dama e Backgammon.

Si è inoltre rinnovato l’appuntamento con il Torneo nazionale di Lippa, che ha visto la partecipazione della comunità di Verona, Mede, Milano, Guidizzolo e Mantova e la vittoria della squadra scaligera.

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Anche quest’anno Tocatì ha proposto, oltre alle numerose esperienze di gioco, momenti di approfondimento e confronto. Lo spazio Riflessioni, sostenuto da Fondazione San Zeno e con la collaborazione di Prospettiva Famiglia, ha registrato un’affluenza importante. Particolarmente apprezzati sono stati il dialogo con Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia, alla Dogana di Fiume, il laboratorio di viaggio con la fantasia a cura di Claudio Visentin ed Elena Bonini, e “Sai fare un safari? Caccia fotografica tra le crepe dei muri e le fessure delle strade”, guidato da Massimiliano Tappari e introdotto e accompagnato da Lucia Cipriani di Farfilò.

ll Forum Internazionale della Cultura Ludica, ospitato per il secondo anno consecutivo dall’Università di Verona, ha proposto due momenti centrali: il simposio internazionale“Tocatì, un patrimonio condiviso – Il potere delle reti in gioco”, con la partecipazione di istituzioni e realtà che rappresentano esperienze fondamentali nella storia del Tocatì e strategiche per il suo futuro, come l’ICPI e l’AEJeST – Associazione Europea Giochi e Sport Tradizionali, e l’incontro “Patrimonio vivente e popoli indigeni: la Convenzione Unesco 2003”, occasione di confronto tra studiosi e comunità sulle tutele offerte alla comunità che incarnano il patrimonio vivente dell’umanità.

Durante il Forum i Maori hanno avuto uno spazio importante di parole ed azione, portando sé stessi e la loro capacità di mettersi davvero in dialogo con un’altra comunità.

Infine, un successo travolgente per la musica, con il DJ set “Play the beat” in collaborazione con Andarò Festival che ha acceso le serate del Festival. La fusione esplosiva tra i suoni antichi dei Taniwha Rau e i ritmi hip-hop del duo Hotstaff ha fatto ballare centinaia di persone, dimostrando come la tradizione possa dialogare perfettamente con la contemporaneità.

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Gli organizzatori del Festival esprimono la loro «più profonda gratitudine ai volontari, ai partner, alle istituzioni e alle associazioni Play Fully e Tatuu Roa che, con il loro impegno e sostegno, hanno permesso alla città e a tutti i partecipanti di vivere e accogliere culture e pratiche, vicine e lontane. Tocatì ha trasformato la città in un luogo in cui culture e generazioni si incontrano, si specchiano e si riconoscono, ricordandoci che il gioco non è solo divertimento: è memoria, incontro, emozione».

Bernard Makoare, rappresentante delegazione Maori, dichiara: «La città antica di Verona è una cornice meravigliosa per Tocatì, e AGA è un’associazione accogliente e generosa, che ha ospitato con grande impegno la nostra delegazione Māori di Aotearoa. Il Tocatì si è rivelato un format ideale per la valorizzazione del patrimonio culturale, tangibile e intangibile, espresso attraverso il gioco e le interazioni umane fondate sulla gioia e sulla condivisione. L’importante tavola rotonda “Patrimonio vivente e popoli indigeni: la Convenzione UNESCO 2003”, che si è svolta nell’ambito del Forum per la Cultura Ludica 2025, ha offerto uno spazio prezioso di confronto e contribuirà a costruire una maggiore consapevolezza tra i Paesi e a rafforzare la comprensione reciproca tra culture diverse, basata su esperienze positive di gioco e incontro».

«Per la delegazione Te Taitokerau Māori, partecipare a Tocatì 2025 è stata un’esperienza straordinaria: a Verona abbiamo portato con orgoglio l’essenza del nostro carattere autenticamente Māori. Mostrare la bellezza e la dignità del nostro patrimonio culturale e della nostra identità è stato per noi un onore immenso. Viaggiare nel mondo, incarnare le nostre tradizioni e stringere nuove amicizie sincere e durature in Paesi lontani è un privilegio che ci arricchisce profondamente» conclude Makoare.

Paolo Avigo, presidente di Associazione Giochi Antichi di Verona, aggiunge: «Questa edizione si è rivelata eccezionale sia per il meteo favorevole, sia per l’energia dei Maori della Nuova Zelanda, ospiti d’onore, la cui presenza ha arricchito la manifestazione, portando una cultura profondamente diversa, ma affine alla nostra per valori e caratteristiche legate al gioco.  Proprio questa sintonia ha reso più facile la connessione tra la nostra e la loro comunità».

«Dalla Nuova Zelanda a Verona sono arrivate famiglie intere, con anziani e bambini piccoli, confermando un approccio autentico e radicato nella cultura del gioco. Un grande applauso va a loro e a tutti i giocatori italiani. Ora ci attende la sfida per il prossimo anno: confermare e mantenere vivo lo spirito di condivisione e partecipazione che abbiamo vissuto in quest’edizione» conclude Avigo.

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