“Un mondo in fiamme”: Verona capitale del giornalismo per quattro giorni
di Matteo Scolari
Verona torna a essere laboratorio di analisi e confronto sui grandi equilibri globali. Dal 12 al 15 marzo 2026 la Fucina Culturale Machiavelli ospita la sesta edizione del Festival del Giornalismo di Verona, ideato dall’Associazione Culturale Heraldo, che quest’anno sceglie un titolo emblematico: “Un mondo in fiamme”.
Un’espressione che richiama guerre, crisi ambientali, nuovi assetti geopolitici, trasformazioni tecnologiche e tensioni sociali. Un contesto che impone strumenti di lettura rigorosi, ma anche accessibili, in un momento in cui l’informazione è chiamata a confrontarsi con polarizzazioni, disinformazione e mutamenti strutturali del mercato dei media.
Il Festival, nato nel 2021 per creare un ponte tra operatori dell’informazione e pubblico, è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del panorama veronese, coinvolgendo una rete ampia di professionisti, istituzioni e realtà del territorio. Per il terzo anno consecutivo è co-organizzato dal Comune di Verona.
Tra gli ospiti attesi figurano Mariangela Pira, Emiliano Fittipaldi, Marco Girardo, Vera Gheno, Sebastiano Barisoni, Anna Zafesova, Giada Messetti, Vittorio Di Trapani, insieme a numerose firme del reportage internazionale e dell’analisi economica.
Il percorso verso il Festival prenderà avvio già il 28 febbraio alla Biblioteca Civica con l’inaugurazione della mostra “Lungo la corrente” del reporter Lorenzo Colantoni, dedicata ai cambiamenti climatici e alle politiche energetiche. Nella stessa occasione verrà assegnato il Premio di laurea in memoria di Antonio Megalizzi e il riconoscimento istituito dal Festival per celebrare giornalisti che incarnano senso critico, etica e impegno civile.
La serata inaugurale del 12 marzo, sottotitolata “L’era del caos globale”, metterà a confronto Marco Girardo ed Emiliano Fittipaldi, con la moderazione di Mariangela Pira, in un dialogo sui nuovi equilibri internazionali e sulle crisi democratiche contemporanee. Un confronto che intreccia politica, economia e informazione in un momento di forte instabilità globale.
Nei giorni successivi il programma toccherà temi centrali per l’economia e la società: intelligenza artificiale e professione giornalistica, con un focus sugli algoritmi e sui pregiudizi digitali; ambiente e crisi climatica; diritti, identità e rappresentazione nello spazio pubblico; fino agli scenari geopolitici che vanno dai Balcani all’Ucraina, dal Medio Oriente ai BRICS.
Particolare rilievo assumerà il dibattito su economia di guerra ed economia di pace, con Sebastiano Barisoni, Anna Zafesova, Giorgio Arfaras e Chiara Albanese, mentre la chiusura sarà affidata a Giada Messetti con la lezione-spettacolo “Nella testa del Dragone”, dedicata alla postura globale della Cina.
Il Festival aderisce inoltre alla campagna “R1PUD1A” promossa da Emergency, richiamando l’articolo 11 della Costituzione italiana e rafforzando il messaggio di responsabilità civile dell’informazione.
Dal 21 marzo all’11 aprile il confronto proseguirà con l’Extra Festival, che porterà incontri e dibattiti a Negrar, Povegliano Veronese, Garda e, novità di quest’anno, ad Affi, ampliando la rete territoriale dell’iniziativa.
«C’è un mondo fuori dalle mura di Verona, un mondo che va conosciuto per sapere cosa accade intorno a noi che ci riguarda molto da vicino. Grazie al festival giornalismo di casa nostra, portato avanti con determinazione e passione da Heraldo saremo in contatto con ospiti illustri del giornalismo non solo italiano. Una finestra sul mondo che come amministrazione sosteniamo con convinzione e idealità», dichiara Alessia Rotta.
«Il Festival è lo specchio di un tempo che chiede risposte complesse. Con il tema di quest’anno, ‘Un mondo in fiamme’, vogliamo offrire una piattaforma dove l’informazione diventa comprensione e partecipazione», afferma Ernesto Kieffer, presidente dell’Associazione Culturale Heraldo.
«Il giornalismo è racconto, ma anche responsabilità. Questo festival, giunto alla sua sesta edizione, è un invito per tutti i cittadini veronesi a guardare il mondo con occhi consapevoli, mettendo in connessione storie e saperi», conclude Elena Guerra, direttrice di Heraldo Magazine.
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