Un libro ricorda piazza Tienanmen trent’anni dopo

In occasione dei 30 anni dai tragici eventi che ebbero luogo in Cina, Ilaria Maria Sala, scrittrice e giornalista, presenta a Verona il suo ultimo libro "Pechino 1989".

Martedì 18 giugno alle ore 18.00 presso la Casa per la Nonviolenza di via Spagna a Verona l’autrice Ilaria Maria Sala incontra il pubblico e presenta “Pechino 1989” (Edizioni Una Città/Fondazione Langer). La scrittrice e giornalista vive a Hong Kong e collabora con Quartz, The New York Times, La Stampa, Internazionale. Era studentessa a Pechino nella primavera del 1989 e nei giorni della violenta repressione degli studenti a piazza Tienanmen.

Nel suo libro racconta per la prima volta ciò che vide con i suoi occhi, sulla scorta anche del suo diario di allora. Propone testimonianze e fotografie inedite degli eventi che precedettero il massacro, documentando le iniziative degli studenti e la partecipazione della popolazione di Pechino. «Ogni volta che ricordo quei giorni rivedo gli sguardi pieni di ottimismo e speranza di chi marciava nei cortei, di chi pedalava per raggiungere gli altri, convinto di partecipare alla lotta per un futuro diverso, più aperto, per la Cina tutta. Sguardi che non ho mai più rivisto a Pechino».

Dal libro “Pechino 1989”: «Il 3 giugno, nel corso della notte fummo svegliati dalle urla: “Sparano!”. Corsi a vedere. Un autobus pieno di giovani, alcuni dei quali gemevano, altri erano immobili, forse morti, forse svenuti, altri ancora sotto shock, venne fatto fermare all’ingresso della Normale e poi lasciato entrare nella clinica dell’Università. C’erano macchie di sangue ovunque, sia all’esterno sulla carrozzeria sia all’interno fra i sedili. Lo si intravedeva dalle porte lasciate aperte per non schiacciare gambe e braccia che pendevano fuori inermi. Quattro camionette di soldati furono immediatamente circondate dalla folla. “Cosa state facendo? – urlavano – L’esercito del popolo non può sparare al popolo!”. In lacrime, i soldati si tolsero le pistole dalla cintola e le consegnarono. Uno studente prese una bandiera rossa con entrambe le mani, salì sul cofano della prima camionetta e andarono tutti a nord, verso l’Università di Pechino.»…