Tragici destini e riscatti familiari tra i Monti Lessini nel nuovo film di Alberto Rizzi
Il regista veronese Alberto Rizzi torna con un nuovo lungometraggio, Squali, un’opera intensa e affascinante girata interamente sui Monti Lessini, nello straordinario scenario delle Prealpi Venete. Ambientato ai giorni nostri, il film è una libera rivisitazione del capolavoro di Dostoevskij, I fratelli Karamazov, e propone una narrazione ricca di tensione emotiva, in cui le dinamiche familiari si mescolano a passioni estreme e a un profondo senso di tragedia. Il film verrà presentato in anteprima il 12 novembre al cinema K2 di Verona.
Squali si presenta come un “western veneto” che esplora i confini non solo geografici, ma soprattutto umani dei protagonisti, personaggi tormentati mossi da istinti primordiali e da un costante desiderio di riscatto. Al centro della storia ci sono i quattro fratellastri e sorellastra della famiglia Camaso, costretti a riunirsi nella casa del padre Leone, un uomo crudele e manipolatore. Il confronto tra loro e il difficile rapporto con il genitore creano un intreccio di amori, odi e rancori che culminano in un crimine sconvolgente: il parricidio.

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Il film ha visto la collaborazione tra la casa di produzione Magenta e Ippogrifo Produzioni, grazie alla determinazione di Andrea Moserle e Mattia Conati. Tra le sfide affrontate, oltre alle difficoltà logistiche e meteorologiche, il progetto ha richiesto un totale impegno da parte del cast e della troupe, che hanno vissuto nelle location di montagna per diverse settimane. Questo contesto immersivo ha contribuito a creare un legame profondo tra il mondo reale e quello cinematografico, dando vita a una Lessinia che diventa protagonista e cornice al tempo stesso, portando sullo schermo paesaggi unici e un’atmosfera che arricchisce la narrazione.
Con uno stile visivo che evoca i classici del cinema, Squali riflette il gusto di Rizzi per le inquadrature pittoriche e i movimenti di camera precisi, che conferiscono al film una forte carica espressiva e simbolica. Le musiche originali di Gian Luigi Carlone e la scenografia di Anna Pieri contribuiscono a creare un’opera avvolgente e suggestiva, ricca di realismo magico e di accenti onirici.

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