Stefano Poda, il visionario che ha rivoluzionato l’Opera a Verona
Redazione
Su Giornale Pantheon Stefano Poda racconta la sua visione dell’opera come arte totale. Dal Nabucco “atomico” all’Aida “di cristallo”, il regista firma un nuovo capitolo all’Arena.
Non ama le etichette, ma se proprio dobbiamo trovarne una, potremmo definirlo un creatore di mondi. Stefano Poda torna per il terzo anno consecutivo al Festival Lirico dell’Arena di Verona, portando in scena un Nabucco “atomico” che promette di lasciare il segno, dopo l’Aida “di cristallo” che ha celebrato il centenario dell’Arena nel 2023. Per lui, l’opera è un’arte totale, un’occasione per unire visioni e linguaggi diversi in un unico, potente gesto creativo.
Nella sua intervista a Giornale Pantheon, Poda racconta la sua idea di teatro, il rapporto con la tecnologia e con il pubblico, e il significato più profondo di uno spettacolo che non è solo rappresentazione, ma esperienza sensoriale e spirituale.
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