A Pagina Dodici si parla di Lisbona e di Fado

Ovunque io sia è il titolo del libro di Romana Petri. Si snoda tra i locali di una Lisbona mitica, avvolta dalla melodia struggente del Fado. Un luogo tutto invaso dalla saudade, dove di sfoggia il proprio dolore “come un manto di luce” (così scrisse Antonio Lobo Antunes, neuropsichiatra e artista). Stasera se ne parla, alle 19.15, presso la  libreria Pagina Dodici.

Tra le pagine della Petri c’è anche Amalia (Rodrigues, ovvero la regina insuperata di questo particolarissimo tipo di musica, riconosciuto come patrimonio intangibile dell’umanità). Lei era, come scrissero i giornali dell’epoca, “la donna con le allodole in gola”, capace di intonare, con addosso uno scialle nero e una spilla che brillava, le armonie del dolore. Ma Romana Preti nel suo romanzo, non dimentica altri volti dipinti dall’identità portoghese come quelli di Ofelia, Margarida, Maria do Ceu.

Ci sono amori, ingiustizie grandi e piccole come quelle di ogni vita nell’ode formato Lisbona della Petri (il libro è uscito ancora nel lontano 2012): una saga familiare e umana che ha la sua serie di false promesse. Sullo sfondo non mancano i brusii insistenti della dittatura che finirà solo nel 1947. Di queste suggestioni, per certi versi sempreverdi, si parlerà stasera nella libreria di Corte Sgarzerie, Pagina Dodici.

 

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