Roberta Schira porta a Verona la rinascita e il “femminismo gentile”
di Ingrid Sommacampagna
La serata di ieri ha visto l’AMO Bistrot di Vicoletto Due Mori ospitare la presentazione del libro Le Margherite Sanno Aspettare di Roberta Schira, un’opera edita da Garzanti che esplora temi profondi come la rinascita, la donna e la solidarietà femminile. L’evento, organizzato a sostegno dell’impresa sociale La Cura Sono Io, si è svolto nella suggestiva Corte Gino Bogoni, luogo simbolo di un processo di rinnovamento e crescita anche per il ristorante stesso, come sottolineato dal titolare Luca Gambaretto.
«Anche per questo ristorante, il tema della rinascita è fondamentale – ha dichiarato Gambaretto -. Dopo un percorso non privo di difficoltà, siamo riusciti a consolidare il nostro progetto e ad espanderlo con nuovi locali, come la storica Trattoria La Pigna e un nuovo forno che apriremo in via Fama». La cultura gastronomica si intreccia perfettamente con il messaggio di rinascita del libro, un tema che accomuna l’autrice, Roberta Schira, a un settore che conosce profondamente.
Giornalista, scrittrice e critica gastronomica, Schira ha sempre cercato di unire la sua passione per la cucina e la scrittura. «Fin da bambina sognavo di essere una critica gastronomica – ha raccontato – e, anche se avevamo una governante, ho deciso che dovevo cucinare da sola. Quando le altre ragazze chiedevano regali, io chiedevo a mio padre di portarmi in un ristorante stellato». La sua carriera, che l’ha vista collaborare con il Corriere della Sera e scrivere libri come Cucinoterapia e Il Nuovo Bon Ton a Tavola, l’ha resa una pioniera della cultura del cibo.

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L’incontro ha visto la partecipazione anche di Elisa De Berti, vicepresidente della Regione Veneto, e si è aperto con un aperitivo ispirato al libro. Le Margherite Sanno Aspettare racconta la storia di cinque donne, ciascuna di una generazione diversa, che si riuniscono in una casa chiamata “La Mariconda”. Questo luogo, che esiste davvero in Liguria e che Roberta ha ereditato da una zia, diventa il rifugio dove le protagoniste affrontano le loro difficoltà e cicli di vita. Ogni donna, da quella di vent’anni alla più anziana, ritrova sé stessa in un percorso di crescita e riconciliazione.
«Il libro racconta di donne che cercano di guarire dalle proprie ferite, ma non lo fanno da sole – ha spiegato l’autrice -. Insieme, grazie al supporto reciproco, troveranno la forza di affrontare il dolore, ricucendo le proprie ferite interiori».

In un’epoca in cui il femminismo si divide tra attivismo aggressivo e passività, Schira ha parlato del suo “femminismo gentile”, che promuove l’uguaglianza senza conflitti. «Le protagoniste dei miei libri sono donne forti ma fragili, che non odiano gli uomini, ma camminano con loro verso una parità che nasce dalla cooperazione», ha dichiarato l’autrice.
Al centro del romanzo c’è anche la natura, simbolo di resilienza. Le margherite, che spuntano anche sull’asfalto, rappresentano la forza interiore di chi, nonostante tutto, riesce a fiorire. «Per me la natura è stata fondamentale nel mio percorso di rinascita – ha aggiunto Schira – e la margherita, con i suoi tanti petali, rappresenta proprio la forza della sorellanza».
Il libro, che si rifà alla tradizione della narrativa femminile di crescita e trasformazione, non è solo una storia di donne, ma un viaggio interiore che coinvolge anche gli uomini, perché, come ha sottolineato Schira, «tutti dovrebbero imparare dalle storie di queste donne».
L’evento ha visto anche un dialogo tra Schira e Maria Teresa Ferrari, fondatrice dell’impresa sociale La Cura Sono Io, che sostiene le donne in terapia oncologica, in particolare quelle con tumore al seno. Ferrari ha parlato della “tisana” offerta nel romanzo, un infuso simbolico che viene preparato da Agnese, una delle protagoniste, e che viene riproposto durante la serata, con ingredienti come lavanda, salvia e petali di calendula, che aiutano a calmare e a ritrovare la serenità interiore.
La presentazione si è conclusa con una cena al Bistrot, un’occasione per continuare la riflessione sulla rinascita e sull’importanza della solidarietà femminile. «Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento”, ha dichiarato Ferrari. “Roberta ha dato a ognuna di noi una possibilità di riscatto, e sono felice di poter condividere questo momento con voi».
Con Le Margherite Sanno Aspettare, Roberta Schira conferma il suo ruolo di pioniera non solo nel campo gastronomico, ma anche nella letteratura che esplora la psicologia e la cultura delle donne. Un libro che, come le margherite, fiorisce nella difficoltà, portando speranza e forza a chiunque lo legga.
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