Poldi Pezzoli, una casa museo anche un po’ veronese

Paolo Morando, Madonna con il Bambino, 1518, olio su tavola

È una delle case museo più famose al mondo che vanta una delle più prestigiose collezioni europee. Il Museo Poldi Pezzoli di Milano vale veramente la pena visitarlo almeno una volta nella vita. Anche per ammirare varie opere d’arte attribuite ad alcuni dei più importanti pittori veronesi.

Sono presenti, infatti, Paolo Farinati, Francesco Morone, Paolo Morando e Bartolomeo Montagna accanto a Maestri della storia dell’arte quali il Tiepolo, il Pollaiolo, Giovanni Bellini, Botticelli, Mantegna, Piero della Francesca e tanti altri. È impossibile non menzionare anche l’incredibile corredo decorativo composto da mobili in legno intarsiati, intagliati e decorati, le collezioni di ori, di ceramiche e di orologi in una varietà di forme, dimensioni ed epoche da lasciare stupefatti. Ogni stanza è una profusione di arte nelle varie espressioni umane, esposte in modo da creare ambienti accoglienti e familiari, dove l’occhio si perde nella bellezza e ne rimane ammaliato.

Piero del Pollaiolo, Ritratto di giovane donna, 1470 circa, tempera e olio su tavola

Tutto è iniziato con Gian Giacomo Poldi Pezzoli che nel 1849 decide di avviare l’iter per la creazione di una collezione d’arte italiana e di una casa-museo. Fondamentale fu l’amicizia con il ritrattista e restauratore Giuseppe Molteni grazie al quale entra in contatto con i più importanti critici d’arte europei aprendo loro la sua casa. Collezionisti, studiosi, ma anche artisti decoratori come Giuseppe Bertini e Luigi Scrosati entrano nella sua cerchia.

Una delle stanze della casa-museo

Eclettiche, d’avanguardia, ma quasi nostalgiche. Sono le stanze create apposta per lui: in stile barocco, rocaille francese, primo Rinascimento e così via. Di queste, purtroppo, è rimasto oggi ben poco a causa dei conflitti bellici. Si sono salvate però le collezioni, aumentate considerevolmente negli ultimi cinquant’anni. Tra queste, come detto, vi sono anche quattro opere di artisti veronesi.

Vi è quel Paolo Farinati che nel 1500 aprì una delle botteghe più importanti della città insieme a quella di Domenico Brusasorzi (il cui nome riecheggia nella mostra allestita al Museo di Castelvecchio e visitabile fino al 5 maggio) e che è qui proposto in una Madonna con il Bambino di stampo pienamente manierista. Di Francesco Morone sono presenti due oli su tela datati alla sua prima produzione pittorica, antecedente alla Crocifissione del 1498 conservata in San Bernardino.

Francesco Morone, La Madonna e San Giuseppe in adorazione del Bambino, 1490-1500, tempera su tavola

Stupendamente classica l’impostazione della Madonna con il Bambino di Paolo Morando, allievo del Morone, le cui opere si trovano in Sant’Anastasia, San Nazzaro e in vari musei d’Europa. Non da ultimo, Bartolomeo Montagna ci stupisce per le classiche scene storiche inserite nel cassone nuziale finemente intagliato e dorato al cui centro campeggia lo stemma attribuile alla famiglia Buri di Verona. Piccoli gioielli che raccontano in minima parte la storia di una delle più importanti città venete.

Bartolomeo Montagna, Cassone, 1490, tempera su tavola

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