“Poesie dalla prigione”, l’arte per abbattere le barriere

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Sabato 28 gennaio alle 17 in biblioteca Capitolare si terrà la presentazione del volume “Poesie dalla prigione” (edizioni Del Verri – Milano) della poetessa iraniana Mahvash Sabet.

L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione sui diritti fondamentali dell’uomo, sulla possibilità dell’arte di abbattere barriere e vincoli e di trasmettere sofferenze ed emozioni, pensieri e speranze.
L’evento è organizzato dall’associazione di promozione sociale Gianni Ballerio e della comunità bahá’í di Verona, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Verona, della sezione italiana di Amnesty International e di Religions for Peace.
Poesie dalla prigione” è una selezione di componimenti poetici scritti dalla Sabet nei primi anni di segregazione nella cella 209 del carcere di massima sicurezza di Evin, dove è stata rinchiusa per vent’anni per la sua appartenenza alla religione bahá’í. Grazie a vari intermediari, gli scritti di Mahvash Sabet sono pervenuti all’esterno e raccontano oggi l’intenso vissuto interiore di una donna privata della libertà, alle prese con un bisogno incontenibile di comunicare, attraverso una poetica di impegno civile che si addentra nei meandri dolorosi della vita in carcere.
Un’opera preziosa sotto l’aspetto dei contenuti, oltre che dal punto di vista linguistico e stilistico, per il ricorso dell’autrice alle forme antiche della poesia mistica persiana. La traduzione delle poesie in italiano ha impegnato per quasi due anni Faeseh Mardani e Julio Savi, che hanno tradotto l’opera dal farsi, anziché dall’inglese.
Alla presentazione, moderata da mons. Bruno Fasani, interverranno i traduttori Faezeh Mardani e Julio Savi e gli attori Silvia Manfrini e Sergio Bonometti, che offriranno al pubblico la lettura di alcune poesie tratte dal libro, accompagnati dagli intermezzi musicali di Homa Rahimian.
Per informazioni: poesiedallaprigione@promozionesociale.org – tel. 3491559400.