“Penne in salsa calcistica”, presentato il nuovo libro di Andrea Nocini
di Matteo Scolari
“Penne in salsa calcistica” è il titolo dell’ultima fatica editoriale di Andrea Nocini, giornalista veronese di origine faentina, presentata giovedì 6 febbraio nell’elegante Sala Rossa del Palazzo Scaligero a Verona, alla presenza del Presidente della Provincia Flavio Pasini.
Una raccolta di interviste a nomi celebri del giornalismo italiano (Zavoli, Feltri, Pizzul, Cucchi, Mura, Cannavò, De Bortoli, Lorenzetto, per citarne alcuni), frutto di anni di incontri e di un lavoro attento e appassionato da parte dell’autore. Ciò che emerge da questo libro è la capacità di Nocini di instaurare un rapporto intimo con gli intervistati, ottenendo racconti inediti e dettagli che vengono consegnati al pubblico con grande autenticità.

Andrea, il tuo libro raccoglie interviste a firme storiche del giornalismo italiano. Qual è il filo conduttore che lega questi incontri?
Sono stati innanzitutto dei maestri, firme autorevoli, come ha ricordato anche il Presidente della Provincia Flavio Pasini. Il titolo del libro può far venire appetito, magari l’ho scelto in un momento in cui avevo le farfalle nello stomaco, ma rappresenta anche il modo in cui ho sempre vissuto il giornalismo: con empatia, entrando nella storia delle persone, nel loro vissuto, nei successi e negli errori. Credo che il viaggio migliore che un uomo possa fare non sia solo quello fisico, ma quello nella propria mente e nella conoscenza degli altri. Solo così si impara anche a conoscere sé stessi.
Hai intervistato grandi protagonisti del giornalismo, ma sei stato tu stesso un giornalista “di strada”, uno che si è consumato le suole delle scarpe alla ricerca di storie. Il giornalismo di oggi è molto diverso da quello che racconti nel tuo libro?
Per me il giornalismo, quello vero, è già sparito. Era come l’acqua potabile, alla portata di tutti, ma ormai appartiene ai grandi gruppi editoriali. Io non sono mai stato allineato e ho sempre cercato di trasmettere ai giovani che bisogna darsi da fare, senza aspettare favoritismi. La notizia si prende prima con le scarpe, girando, cercando, poi la si sviluppa a casa, con la riflessione. Oggi invece ci troviamo in un’epoca di fake news e contenuti superficiali, mentre io ho sempre voluto dare al lettore acqua potabile: storie autentiche, raccontate con onestà.
Oltre alla tradizione, però, hai vissuto anche l’innovazione, come nel caso di “www.pianeta-calcio.it”, uno dei primi siti web sportivi. Come hai vissuto questa evoluzione?
All’inizio non ci credevo. È stato Giuliano Palini a trascinarmi in questa avventura e ricordo che anche alcuni colleghi mi spinsero a provarci. Per chi, come me, veniva dalla carta stampata, era un salto enorme. In conferenza stampa ho detto che il libro si ascolta come la radio: la lettura è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, anche l’odore della carta. Credo che, dopo anni in cui la comunicazione si è smarrita, assisteremo a una rinascita del libro e del racconto vero. L’Italia ha una ricchezza incredibile di storie e paesaggi, è il giardino più bello del mondo. Dobbiamo solo riscoprire la voglia di raccontarlo.
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