Ossessioni e identità nella nuova mostra di Eva Chapkin a Verona

Dal 9 novembre al 6 dicembre, presso lo spazio Il Meccanico di Verona, Eva Chapkin presenta la sua mostra interdisciplinare "To See To Hear and To Never Leave", curata da Michele Bressan, che esplora ossessioni personali e il concetto di auto-documentazione attraverso fotografia, video e installazioni.

Sabato 9 novembre inaugura presso lo spazio il Meccanico di via San Vitale 2b (Verona) la mostra To See To Hear and To Never Leave di Eva Chapkin. Il progetto – curato da Michele Bressan – prosegue la collaborazione tra la galleria veronese e Switch Lab, spazio creativo di Bucarest. La mostra, costruita attorno al titolo To See To Hear and To Never Leave, approfondisce ancora di più la serie di preoccupazioni e temi che da sempre accompagnano l’artista.

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Anche per questa installazione Chapkin ha raccolto e continua a raccogliere ossessioni – alcune che lei alimenta (e da cui si nutre), ossessioni che non vuole lasciare andare, quelle che cerca attivamente e cura. Che queste ossessioni siano legate alla sua storia personale e alla sua identità, o derivino da una memoria persa o tardivamente acquisita, il filo conduttore sembra essere il passaggio del tempo e la documentazione di se stessa. Attraverso una monomania, l’artista è in costante ricerca di un ritmo e di una sorta di pace. Dalla fotografia agli oggetti fotografici, dall’objet trouvé e archivio vernacolare al video o alla performance, il soggetto rimane lo stesso: il sé a se stessa.

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Eva Chapkin

Eva Chapkin

Eva Chapkin è un’artista interdisciplinare nata a Chișinău, Moldavia. Ha conseguito una laurea in Cinema e fotografia presso l’Università nazionale delle arti di Bucarest e attualmente studia per un master in fotografia e società presso la Royal Academy of Arts de L’Aia. Il lavoro di Chapkin esplora temi di individualità, memoria e la natura tattile dell’esistenza, utilizzando fotografia, mixed media, installazioni e video art. Nella sua pratica si concentra sul concetto di scomparsa e l’evoluzione degli esseri umani in relazione alla natura, sottolineando la progressione del tempo, la natura della cura e l’auto-documentazione.

Attraverso una lente performativa, esamina atti mondani, spesso trasformandoli in immagini in movimento su un muro bianco. Il suo portfolio comprende mostre locali e internazionali. In particolare, ha partecipato alla mostra locale “Through Limits: A Stretch Through Edges” al Diptych Art Space, che ha studiato la tangibilità degli archivi. Inoltre, il suo lavoro è stato presentato nella mostra internazionale “GoingON” a Bielefeld, in Germania, dove ha affrontato la nozione di casa nel un archivio perduto, incentrato sulla defocalizzazione delle figure all’interno degli spazi domestici.

Informazioni

  • La mostra sarà aperta dal 9 novembre al 6 dicembre
  • Aperture venerdì e sabato dalle 15 alle 20
  • Opening: Sabato 9 novembre h. 18
  • Info: grenze.arsenali.fotografici@gmail.com
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